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Ultimo aggiornamento: 9:56

Referendum, Travaglio a La7: “Dal fronte del Sì incredibile cumulo di balle. Ci hanno trattato come bestie e deficienti”

Il direttore del Fatto auspica che molti voti No arrivino proprio da chi si sente umiliato nell'intelligenza dalla propaganda del Sì
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Il problema numero uno di questa campagna elettorale è l’incredibile cumulo di balle che sono state raccontate per convincere la gente a votare “. Sono le parole pronunciate a Otto e mezzo (La7) dal direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio, che smaschera con esempi concreti la strategia del fronte favorevole al Sì nel referendum sulla riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo.
Travaglio cita il caso del deputato di Fratelli d’Italia, Aldo Mattia, denunciando un approccio che alterna clientelismo spinto e promesse irrealistiche, con l’obiettivo di umiliare l’intelligenza degli elettori: “Si fa un po’ con il clientelismo, della serie ‘tu non la pensi come me, ma io ti ho fatto un favore oppure te ne farò uno oppure sei mio cugino oppure ci imparenteremo’, eccetera, quindi si considera la gente come dei capi di bestiame“. Dall’altro lato, il direttore del Fatto accusa il Sì di trattare i cittadini come ingenui pronti a credere a favole: “Considerano la gente come dei deficienti che si bevono che non avremo più Garlasco, non avremo più i bambini nel bosco, non avremo più immigrati clandestini“.

Elenca poi le “balle” più diffuse: “Ho letto che l’Islam vota no, i cattolici devono votare sì. Ne abbiamo sentite di tutti i colori: anche che le ingiuste detenzioni scompariranno anche se la riforma non le riguarda, che spariranno gli errori giudiziari anche se la riforma non li riguarda. Avremo processi più brevi e più efficienti anche se poi loro nei giorni dispari ammettono che non c’entra niente con l’efficienza e con i tempi della giustizia“.
Per Travaglio, tutto questo dimostra un disprezzo profondo verso l’elettorato: “Hanno veramente fatto di tutto per trattare i cittadini italiani come degli ebeti”.
Il giornalista lega questa critica al suo editoriale, in cui elenca quindici motivi per bocciare la riforma Nordio e per votare No al referendum. L’ultima ragione, aggiunge con forza, è arrivata quasi per istinto: “La quindicesima ragione l’ho aggiunta all’ultimo: è un No a chi pensa di poterci trattare come dei deficienti”.

Se il No prevalesse, sottolinea Travaglio, questo risultato rappresenterebbe una rivincita morale oltre che politica: “Se dovesse vincere il No, vincerebbe tutta quella gente che dice proprio così scemi non siamo. Trattateci come degli adulti e non come dei bambini scemi perché in questa campagna elettorale con quasi tutte le parole d’ordine, inclusa quella di oggi che ha costretto il Quirinale a far rimuovere un post che cercava di arruolare addirittura Mattarella che notoriamente in bicamerale era contrario alla separazione delle carriere, ci hanno trattato come dei deficienti”.
Il direttore del Fatto auspica che molti voti No arrivino proprio da chi si sente offeso: “Mi auguro che molti No siano di persone che magari non hanno le idee tanto chiare ma che si sono sentite umiliate da questo modo di trattare i cittadini. Siamo dei cittadini, non siamo delle bestie, né dei deficienti”.

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A cura di Paolo Frosina
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