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“Dare voce a questi bambini”, l’ex fidanzato e la madre di lui chiedono 1 milione e 650mila euro di risarcimento a Chiara Petrolini per i neonati uccisi

Nel corso delle indagini e del dibattimento è emerso che nessuno, né tra i familiari della donna imputata né tra quelli dell’ex fidanzato, si era accorto delle due gravidanze, avvenute nel 2023 e nel 2024
“Dare voce a questi bambini”, l’ex fidanzato e la madre di lui chiedono 1 milione e 650mila euro di risarcimento a Chiara Petrolini per i neonati uccisi
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“Dare voce a questi bambini”. I piccoli in questione sono Angelo Federico e Domenico Matteo, i neonati partoriti da Chiara Petrolini, la ragazza accusata di aver uccisi e seppelliti nel giardino di casa nel Parmense che rischia 26 anni di carcere. Angelo Federico fu il secondo ma il primo a essere ritrovato nel giardino della casa di Traversetolo, dell’altro sono rinvenute soltanto le ossa.

L’avvocata Monica Moschioni, per l’ex fidanzato di Chiara, Samuel Granelli e il padre Cristian, chiede risarcimenti da 800.000 euro per il primo e 350.000 per il secondo. Ma l’obiettivo dell’azione del giovane padre è far emergere queste vittime “disconosciute fin dall’inizio da chi avrebbe dovuto proteggerle, e invece le ha accantonate”. L’avvocato Pierfrancesco Guido, per la madre di Samuel, ha chiesto invece 500.000 euro. Nel corso delle indagini e del dibattimento è emerso che nessuno, né tra i familiari della donna imputata né tra quelli dell’ex fidanzato, si era accorto delle due gravidanze, avvenute nel 2023 e nel 2024. I due bambini sono stati riconosciuti dal giovane all’anagrafe.

Nel giorno della requisitoria l’imputata ha scelto di parlare ai giudici fornendo dichiarazioni spontanee. Nella sua breve dichiarazione la ragazza – dichiarata capace di intendere e volere dai periti del Tribunale – ha respinto l’immagine di sé emersa nel racconto pubblico della vicenda. “Sono stata anche descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini”, ha affermato davanti alla Corte. Poi ha aggiunto: “Quei bambini erano parte di me, non gli avrei mai fatto del male, è una sofferenza che distrugge dentro”.

Per la procura di Parma invece si tratta di due infanticidi richiamando la capacità della giovane di tenere nascoste entrambe le gravidanze alle persone a lei più vicine, a partire dai genitori e appunto dal fidanzato. Gli inquirenti hanno ricordato anche “la forza di andare in giardino a seppellire i figli” e quella che ha definito “la spregiudicatezza dimostrata nell’interfacciarsi con l’autorità giudiziaria e con gli amici”. Al secondo bambino, nato vivo, fu tagliato il cordone ombelicale: lo shock emorragico lo uccise. Cosa avvenuta probabilmente un anno prima.

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