Le incredibili 24 ore di Banda: esce dall’ospedale dopo il malore, poi ci torna per la nascita della figlia
Dalla paura alla gioia. Lameck Banda è passato due volte dall’ospedale nel giro di due giorni. Prima dal “Caldarelli” di Napoli dopo il malore accusato durante Napoli–Lecce, poi da quello di Lecce, dove è nata Rumi Ezlyn, la sua prima figlia. Sono state 24 ore movimentate per l’esterno zambiano del Lecce, per fortuna finite nel migliore dei modi. Il giocatore del Lecce ha infatti accusato un malore durante la partita contro il Napoli di sabato 14 marzo, vinta in rimonta 2-1 dagli azzurri di Conte, accasciandosi sul terreno di gioco e venendo trasportato in ospedale. L’esterno zambiano però è stato dimesso il giorno dopo ed è tornato a casa, dove ad accoglierlo c’era una sorpresa speciale.
È stato proprio il Lecce a comunicare, con un post pubblicato sui propri profili social, che Banda ha potuto assistere, nelle ore immediatamente successive al malore, alla nascita della sua prima figlia: “La meravigliosa storia di Banda: dimesso dall’ospedale Cardarelli di Napoli, raggiunge Lecce giusto in tempo per la nascita della primogenita Rumi Ezlyn. L’abbraccio di tutto il Club a Lameck e alla compagna in questa meravigliosa giornata!”.
Erano stati minuti di apprensione quelli di sabato, quando vicino alla panchina del Napoli Banda si era accasciato a terra, destando grande preoccupazione in campo e sugli spalti. Tra i primi ad accorgersi che il calciatore stesse male è stato l’allenatore del Napoli, Antonio Conte. Poi l’intervento rapido dello staff medico e il trasporto in ambulanza. Banda aveva ricevuto un colpo al petto, sulla parte destra, e dopo aver avvertito dolore si è spaventato moltissimo, accasciandosi.
Dell’accaduto aveva parlato anche Eusebio Di Francesco nel post gara: “Il ragazzo si era preoccupato per la botta forte che aveva preso sul petto e si è spaventato; sembra una brutta botta, che l’ha condizionato. Non me n’ero accorto subito ma ci siamo spaventati. Si è trattato di una botta sulla parte destra, non da quella del cuore. Credo che alla fine si risolva nel migliore dei modi”. E poi anche Antonio Conte: “Stavo preparando la barriera per la punizione. Mi trovavo sulla stessa linea e ad un certo punto ho visto che si stava accasciando e mi sono preoccupato quando ho visto che metteva la mano sul petto. Mi sono scaraventato sul campo e ho gridato per i soccorsi. Abbiamo vissuto nel tempo altre situazioni simili e non le auguriamo a nessuno”.