La nuova casa, gli ispettori di Nordio al Tribunale dell’Aquila e l’attesa per l’affidamento al papà. A che punto è il caso dei bimbi nel bosco
Una casa nuova pronta ad accogliere la famiglia, l’arrivo degli ispettori del ministero della Giustizia al Tribunale dei minorenni dell’Aquila (preannunciato dalla premier Giorgia Meloni, ndr) e l’attesa per una eventuale decisione sull’affidamento al padre. Sono questi i tre fronti su cui si muove in queste ore la vicenda dei cosiddetti bambini del bosco, i tre figli della coppia che dal 20 novembre 2025 si trovano in una casa famiglia a Vasto perché la loro responsabilità genitoriale è stata sospesa.
La famiglia viveva in una casupola senza acqua, energia elettrica e servizi igienici e la più grande incapace di leggere o scrivere sia inglese che in italiano. La novità più concreta riguarda l’abitazione che il Comune di Palmoli ha deciso di mettere a disposizione gratuitamente per la famiglia. Si tratta di un alloggio nuovo, recentemente arredato e situato nella zona del campo sportivo del paese. L’appartamento è dotato di due camere da letto, bagno, cucina e uno spazio dedicato ai giochi dei bambini. L’obiettivo è consentire il ricongiungimento del nucleo familiare in un ambiente stabile, sotto la supervisione dei servizi sociali e con un periodo iniziale di osservazione e monitoraggio dopo l’allontanamento nei giorni scorsi della madre per gli atteggiamenti “ostili e squalificanti” nei confronti del personale della casa famiglia e dei servizi sociali.
Nel frattempo i tre minori restano nella comunità di Vasto. Per garantire l’accoglienza il Comune ha già sostenuto spese significative: 14.396 euro sono stati liquidati per i mesi di gennaio e febbraio, mentre altri 10.248 euro erano stati pagati per novembre e dicembre. In totale oltre 24 mila euro sono stati utilizzati per la permanenza dei bambini nella struttura. L’accordo stipulato tra il Comune e la casa famiglia prevede l’accoglienza in regime residenziale dal 20 novembre 2025 fino al 30 giugno di quest’anno, termine fino al quale sono disponibili i fondi stanziati in bilancio.
Gli ispettori del ministero
Sul caso intanto si è mosso appunto anche anche il ministero della Giustizia guidato da Carlo Nordio. Martedì arriveranno infatti al Tribunale per i minorenni dell’Aquila gli ispettori inviati dal ministero per effettuare ulteriori approfondimenti sulla gestione della vicenda. Gli ispettori avevano già acquisito una prima documentazione e non è escluso che possano ascoltare magistrati, operatori o anche alcune delle persone direttamente coinvolte. La decisione è arrivata dopo l’ordinanza con cui il tribunale ha disposto l’allontanamento della madre dalla struttura dove si trovavano i figli. Mentre proseguono le verifiche istituzionali, resta aperto anche il capitolo dell’affidamento dei minori. L’attenzione è ora concentrata sulla possibile soluzione che potrebbe vedere il padre diventare il principale punto di riferimento per i tre bambini, con il trasferimento nella nuova casa messa a disposizione dal Comune.
Intanto la quotidianità dei piccoli continua all’interno della casa famiglia. Dopo l’allontanamento della madre, nella loro stanza è stato aggiunto un letto per un’educatrice che segue i bambini anche durante la notte. La vicenda resta però al centro di un duro scontro tra servizi sociali, consulenti e legali della coppia anglo-australiana. L’ultimo capitolo riguarda la denuncia per violenza privata presentata dall’assistente sociale Veruska D’Angelo nei confronti degli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella, difensori della famiglia, per quanto accaduto la sera del 6 marzo, giorno dell’allontanamento di Catherine dalla struttura.
Secondo l’accusa i due legali avrebbero aggredito verbalmente l’assistente sociale durante un confronto nella casa famiglia. Sul caso è intervenuto anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia, che contesta l’operato dell’assistente sociale sostenendo che avrebbe violato diversi articoli del codice deontologico professionale.
Perché nasce il caso
Vale la pena ricorda che la coppia dal 2021 viveva con tre figli piccoli in un casolare isolato a Palmoli, senza acqua corrente, elettricità, riscaldamento né servizi igienici. I bambini non frequentavano la scuola, non avevano assistenza pediatrica né vaccinazioni e non parlavano italiano. Nel settembre 2024 la famiglia si era intossicata con funghi raccolti dal padre ed è stata soccorsa casualmente da un vicino. In ospedale i genitori avevano rifiutato alcune cure per i figli, episodio che aveva fatto partire le segnalazioni alle autorità.
Carabinieri e servizi sociali hanno parlato di una situazione di forte trascuratezza e i servizi sociali hanno proposto diversi percorsi di supporto, tra cui ristrutturare la casa, garantire cure mediche e inserire i bambini in un percorso educativo. Nel tempo sono state offerte alla famiglia diverse soluzioni abitative gratuite e aiuti concreti per migliorare le condizioni di vita, ma le proposte sono state rifiutate.
Nel novembre 2025 il tribunale ha quindi sospeso la responsabilità genitoriale e collocato i bambini in una casa famiglia insieme alla madre. Successivamente, secondo quanto riportato dagli operatori della struttura, il comportamento della madre sarebbe stato conflittuale e avrebbe generato tensioni anche tra i bambini e il personale educativo. Per questo motivo il tribunale ha deciso di separare la madre dai figli e trasferire i minori in un’altra struttura. L’ipotesi più accredita è che i figli possano essere affidati al padre che ha dimostrato una minore rigidità e più collaborazione verso gli esperti che si occupano del benessere dei bambini. Uno dei quali aveva una bronchite non curata al momento dell’ingresso nella casa famiglia di Vasto.
Le polemiche sono esplose nuovamente dopo la decisione, presa venerdì scorso dal tribunale dei minori dell’Aquila, di allontanare la madre dalla struttura protetta in cui si trovava e trasferire i figli in un’altra collocazione. La vicenda ha provocato una nuova ondata di tensioni e attacchi sui social contro la presidente del tribunale, Cecilia Angrisano, già in passato bersaglio di minacce. Per questo motivo è stata rafforzata la vigilanza nei suoi confronti. In una nota congiunta, Angrisano e il procuratore minorile David Mancini sono stati costretti a ribadire che “ogni iniziativa giudiziaria è ispirata esclusivamente ai principi di tutela dei diritti delle persone di minore età”, condannando al tempo stesso i “toni aggressivi e non continenti” apparsi sui social. Quindi l’intervento della premier a fini referendari, l’inutile proposta di legge di Matteo Salvini, quindi l’invito del presidente del Senato, Ignazio La Russa, ai due genitori a Palazzo Madama, ma prima la tiktoker Rita De Crescenzo, che due anni fa venne alla ribalta per il ‘caso Roccaraso, sarà in visita alla casa del bosco. “Voglio andare dalla famiglia per vedere se possiamo essere utili grazie ai nostri follower, per dare un aiuto – le sue parole -. Vogliamo dire che ci siamo, e ci siamo con il cuore per sostenere i bambini e i genitori”.