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Riforma della Corte dei Conti, il procuratore della Lombardia: “Il tetto ai risarcimenti danneggia la collettività. Il 70% resta accollato ai contribuenti”

Il procuratore regionale della Corte dei Conti della Lombardia Paolo Evangelisti e il presidente Vito Tenore spiegano le conseguenze concrete della riforma che ha limitato le funzioni della magistratura contabile e la responsabilità erariale di amministratori e funzionari pubblici
Riforma della Corte dei Conti, il procuratore della Lombardia: “Il tetto ai risarcimenti danneggia la collettività. Il 70% resta accollato ai contribuenti”
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“Negli ultimi tre anni abbiamo recuperato, in termini di introiti effettivi per gli enti danneggiati, quasi 51 milioni di euro. Dati che difficilmente riusciremo a replicare dopo la riforma Foti, visto che il risarcimento non potrà superare il 30% del danno erariale accertato o due annualità di stipendio. Vuol dire che il 70% resta accollato a noi contribuenti. Danneggia i cittadini e la collettività”. Anche il procuratore regionale della Corte dei Conti della Lombardia Paolo Evangelisti boccia la riforma della magistratura contabile con cui la maggioranza di destra ne ha limitato le funzioni e ha ridisegnato la responsabilità erariale di amministratori e funzionari pubblici. Con il risultato di indebolire la tutela delle finanze pubbliche e scaricare il peso degli errori gestionali sui cittadini.

“Questa novità normativa”, ha rincarato il presidente Vito Tenore incontrando i giornalisti prima della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, “non ha una ratio rispondente a verità”. È stata giustificata con la necessità di superare la presunta “paura della firma“, ma si tratta di una “categoria onirica“, ovvero inesistente: “L’unico studio sulla materia, realizzato da Forum Pa nel 2017, dice che la preoccupazione dei dirigenti nasce da un quadro normativo mal redatto, dalla mancanza di un nocchiero che dia indicazioni sulla rotta da percorrere, dalla frammentazione delle competenze della pa, dalla scarsa formazione, dai criteri reclutamento non meritocratici”. Solo dopo, non certo in cima alla lista, arriva il timore della magistratura, che svolge il suo compito di “far rispettare le regole”. A riprova dell’inutilità del tetto, Evangelisti ha ricordato il precedente dello “scudo erariale” introdotto durante l’emergenza Covid e poi prorogato per cinque anni e mezzo, in base al quale non si rispondeva in caso di comportamenti omissivi gravemente colposi. “In questi anni non ho colto maggiore efficienza da parte della pa…”.

Peggio ancora, la riforma “ha previsto anche una schermatura vera e propria per gli amministratori, cioè di fatto una maggiore tutela per l’organo politico. Se sottoscrivono atti di loro competenza ma proposti e sottoscritti da funzionari pubblici si presume la buona fede salvo prova contraria: concretamente la responsabilità si sposta dal politico al funzionario, che essendo sovraesposto tenderà a chiedere sempre più visti e pareri” che ora andranno rilasciati entro 30 giorni pena lo scattare del silenzio-assenso. Risultato: si stimola la burocrazia difensiva che sulla carta si puntava a contrastare.

Le conseguenze concrete della riforma basata sul nulla sono pesantissime, ha spiegato Evangelisti con diversi esempi. Il primo è un caso di malpractice in sanità. “Un’azienda ospedaliera è stata condannata a risarcire 1 milione di euro per un parto gemellare complesso in una struttura senza terapia intensiva neonatale. E’ stato citato a giudizio il medico ritenuto responsabile, ma se sarà riconosciuta la colpa grave con la nuova legge rischierà al massimo due annualità di stipendio riferite peraltro al 1991, anno della condotta”.

Anche in campo finanziario si creano nodi delicati. La Corte dei conti ha competenza sui danni causati da privati che gestiscono fondi pubblici vincolati, come nel caso di soggetti che hanno beneficiato di finanziamenti garantiti dallo Stato: “Nel momento in cui il finanziamento non viene restituito, c’è la garanzia dello Stato e quindi il danno erariale. In un caso sono stati citati in giudizio coloro che hanno percepito indebitamente l’importo e la banca, in via sussidiaria, per culpa in vigilando. Parliamo di importi significativi, milioni di euro, quindi è probabile che la banca sia chiamata a coprire gran parte del danno. Eppure dopo la riforma anche in questo caso di applica il tetto del 30%, senza alcuna giustificazione”.

Molto criticate anche le parti della riforma oggetto di delega, a partire dalla gerarchizzazione interna della Corte e la minore autonomia dei magistrati contabili. Come ha ricordato Tenore, “con la gerarchizzazione viene aumentato il potere del procuratore generale basato a Roma, che non solo ha poteri di avocazione ma deve addirittura mettere una seconda firma su ogni singolo atto per istruttorie di particolare rilevanza o complessità pena la radicale nullità del fascicolo“. In questo modo, ha notato Evangelista, “vengono meno anche le garanzie dell’incolpato che oggi ha per esempio diritto a essere sentito dal titolare dell’istruttoria, cosa che ora diventa decisamente difficile esercitare questo diritto. Anche in questo caso, dunque, la logica dell’efficienza non regge”. Altrettanto preoccupante la separazione delle funzioni, con “il divieto per i pm contabili di fare domanda per altre funzioni di controllo e giurisdizione, ma senza che venga creato un altro organo di autogoverno”.

Il presidente Tenore vede anche qualche luce in un quadro critico. “Vengono tipizzate le ipotesi di colpa grave, ed è positiva la norma che ribadisce l’insindacabilità della scelta del dirigente di transare o mediare. È un’ottima alternativa per le amministrazioni per pagare di meno”. Positivo anche che il legislatore abbia imposto di valutare le eventuali concause organizzative, come carenze di organico o cattiva gestione interna, nel giudizio sulla responsabilità. Tra le zone grigie ancora tutte da definire, resta l’obbligo per i dipendenti pubblici – ora sospeso dal Milleproroghe – di stipulare polizze assicurative. A cui seguirà la partecipazione obbligatoria dell’assicuratore all’eventuale giudizio contabile. “Questo però sbilancia la parità delle parti. Noi avremo due difensori del convenuto, contro un procuratore. Allora perché non far intervenire anche l’amministrazione danneggiata?”.

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