Fiorentina senza Kean: l’attaccante è ancora ko e finisce nel mirino di Allegri. Così il Milan può portarlo in rossonero
Contro il Rakow non ci sarà. Ma alla fine, che sia in campo o meno, di lui si parla sempre. Moise Kean è un po’ lo specchio di questa Fiorentina zoppicante. Lui, che, zoppicante pure ma in senso non metaforico del termine, spera di poter rientrare per la partita di lunedì sera in casa della Cremonese. Contro cui la sua squadra si gioca praticamente una stagione.
Il punto è però un altro. In un periodo evidentemente storto per tutto il gruppo, l’anno che avrebbe dovuto essere della consacrazione definitiva per la punta certamente non è stato positivo. 8 gol segnati in campionato, uno solo in Conference: nonostante un ricco prolungamento firmato pochi mesi fa fino al 2029, il giocatore di fatto non è riuscito a risollevare la squadra dal vortice in cui è entrata e che ha evidenziato più di un problema all’interno dello spogliatoio. Colpa di Kean? Assolutamente no. Ma quando le cose non funzionano, i leader devono provare a emergere. E dal bomber quasi principe dello scorso campionato (19 gol, secondo solo a Retegui dell’Atalanta con 25), ci si sarebbe sicuramente aspettati qualcosa di più.
Detto questo, a 26 anni, nel pieno della maturazione calcistica, qualche scivolone ci può stare. Lo sanno tutti. E lo sa anche Max Allegri, che nel suo Milan ha ampiamente dimostrato di saper dare fiducia a tutti. Anche quando la fiducia di tutti viene meno: chiedere a Estupinan per conferma. Ecco. Al Milan un attaccante serve. Serviva già a gennaio, tanto che si è corsi ai ripari con Füllkrug (visto anche l’infortunio di Gimenez che, di fatto, dalla sua crisi personale non è riuscito davvero a tirarsi fuori): una soluzione certamente tampone, vista l’età. Magari futuribile ma per poche stagioni. Non come Kean, insomma.
Perché la notizia che rimbalza e che trova conferme è questa: c’è anche il suo nome sul taccuino dei rossoneri, che si preparano ad affrontare di nuovo tre competizioni e vogliono farlo con una squadra ringiovanita nell’anagrafica ma maturata nelle ambizioni. Cioè proprio quello che si è visto, settimana dopo settimana, con Allegri in panchina. All’allenatore il giocatore piace. Piaceva già quando era giovanissimo e se l’era trovato in rosa alla Juventus, dove ha giocato 123 partite (entrambi hanno lasciato e sono anche tornati in bianconero) con 22 reti e 4 assist. Un rendimento interessante, non stratosferico. Ma Kean era davvero un altro tipo di giocatore: più acerbo, meno consapevole dei propri mezzi. Non come l’attaccante che si è visto lo scorso anno a Firenze e sul cui contratto la Fiorentina, con una certa lungimiranza, ha deciso di mettere una clausola da 62 milioni di euro valida però fino al 15 di luglio.
Tanti soldi, che un Milan formato Champions può anche pensare di investire, facendo i giusti calcoli. Ci vorrà un po’ di lavoro e soprattutto ci vorrà il migliore Kean. Quello dell’anno scorso, per intendersi, che la Fiorentina aspetta ancora per raggiungere una salvezza per la quale, verosimilmente, dovrà lottare fino al termine del campionato. Con la Conference nel frattempo che potrebbe trasformarsi in qualcosa di interessante.