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“Anche senza scendere sui binari incoraggiarono l’occupazione”, tra i 21 indagati per corteo a sostegno della Flotilla due assessori e due consiglieri Pd

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le condotte contestate ai manifestanti avrebbero avuto diversi livelli di coinvolgimento. Solo quattro attivisti dell’area Propal viene attribuita l’invasione materiale dei binari ferroviari
“Anche senza scendere sui binari incoraggiarono l’occupazione”, tra i 21 indagati per corteo a sostegno della Flotilla due assessori e due consiglieri Pd
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Manifestarono a sostegno della Global Sumud Flotilla e al termine del corteo i binari ferroviari furono occupati. Era il 1 ottobre del 2025 e oggi la procura di Parma ha notificato a 21 persone l’avviso di conclusione delle indagini. Tra gli indagati figurano anche quattro esponenti del Partito democratico: due assessori della giunta comunale e due consigliere. L’indagine, coordinata dal procuratore Alfonso D’Avino, contesta a vario titolo i reati di interruzione di pubblico servizio e blocco ferroviario e stradale. Gli avvisi di fine indagine sono stati notificati agli assessori alla Sicurezza Francesco De Vanna e ai Servizi educativi Caterina Bonetti, oltre che alle consigliere comunali Gabriella Corsaro e Victoria Oluboyo. Non occuparono i binari, ma la procura gli contesta l’incoraggiamento.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, le condotte contestate ai manifestanti avrebbero avuto diversi livelli di coinvolgimento. A quattro attivisti dell’area Propal viene attribuita l’invasione materiale dei binari ferroviari all’interno della stazione di Parma. Per altri due indagati la Procura contesta invece di aver oltrepassato la linea gialla di sicurezza sul marciapiede, sedendosi con le gambe sporgenti sui binari insieme ad altre persone non identificate. Un comportamento che gli investigatori definiscono “potenzialmente idoneo a compromettere la libera circolazione dei treni”.

La posizione più numerosa riguarda però una quindicina di persone – tra cui i due assessori comunali – che secondo l’impostazione accusatoria si sarebbero fermate sul marciapiede senza scendere sui binari, né sporgersi oltre la linea di sicurezza. Tuttavia, sempre secondo la Procura, la loro presenza avrebbe contribuito a rafforzare la condotta degli attivisti che avevano occupato i binari. In particolare, gli indagati avrebbero “approvato, incoraggiato e collaborato” con chi aveva invaso la sede ferroviaria, fornendo supporto e concorrendo così, nel quadro della contestazione penale, a determinare la perturbazione della circolazione dei treni.

Sul piano politico e amministrativo la vicenda ha suscitato le prime reazioni a Parma. Il sindaco Michele Guerra ha spiegato di aver parlato con i due assessori coinvolti. “Li ho trovati tranquilli – ha detto –. Sono certo che chiariranno pienamente la loro posizione e intanto continueranno a lavorare con lo stesso impegno per il Comune di Parma”. Il primo cittadino ha espresso analoghe considerazioni anche per le due consigliere comunali raggiunte dall’avviso di fine indagine.

Tra i diretti interessati, l’assessore Francesco De Vanna ha confermato di aver ricevuto l’atto di conclusione delle indagini e ha sottolineato il rispetto per il lavoro della magistratura. “Il controllo di legalità svolto dalla Procura va sempre accettato dai cittadini e in particolare dagli amministratori. Nel caso di specie, ritengo di poter rapidamente dimostrare la piena correttezza del mio operato”, ha dichiarato, aggiungendo che la vicenda “non riguarda la vita amministrativa del Comune di Parma” e che “le carte confermano che non sono mai stato sui binari”. De Vanna è difeso dall’avvocato Salvatore Tesoriero.

Sulla stessa linea l’assessora Caterina Bonetti, che ha dichiarato di ritenersi “estranea a quanto contestato”, precisando che i fatti oggetto dell’indagine “non attengono all’attività amministrativa” e manifestando fiducia nella possibilità di chiarire rapidamente la propria posizione. Solidarietà agli amministratori coinvolti è stata espressa anche dal Partito democratico. Il segretario regionale dell’Emilia-Romagna Luigi Tosiani e quello provinciale di Parma Nicola Bernardi hanno affermato di avere “piena fiducia nel lavoro della magistratura” e di essere convinti che gli esponenti del partito “dimostreranno la piena liceità dei comportamenti e la correttezza del loro operato”.

Dal fronte politico opposto è intervenuta la deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia per l’Emilia-Romagna Rosaria Tassinari, che pur ribadendo il principio della presunzione di innocenza ha espresso una condanna politica per azioni come l’occupazione dei binari ferroviari. “Comportamenti che rischiano di mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini e di compromettere il regolare svolgimento di servizi pubblici essenziali”, ha dichiarato, sottolineando che chi ricopre incarichi istituzionali ha «una responsabilità ancora maggiore» nel mantenere comportamenti rispettosi delle regole.

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