Futuro Prossimo, di Franz Baraggino – A due settimane dal referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, Giorgia Meloni ha pubblicato un video per sostenere le ragioni del Sì. Nonostante gli strafalcioni del ministro Nordio e le recenti parole della sua capo di gabinetto, Giusi Bartolozzi, per la premier è “fantascienza” dire che la riforma rafforzi il potere del governo su quello giudiziario. Non solo: Meloni è convinta che il giudice abbia oggi un “occhio di riguardo” per l’accusa e che la separazione delle carriere servirà a evitarlo. Che se un magistrato sbaglia “nella maggior parte dei casi non accade nulla”. E addirittura che la riforma risolve alla radice il problema dell’efficienza della giustizia. “Solo un ignorante può pensare una cosa del genere”, aveva detto l’avvocata e senatrice leghista Giulia Buongiorno. Oltre le contraddizioni della maggioranza, poi, ci sono fatti e dati ufficiali che dicono tutt’altro. Li hanno messi in fila la giornalista Federica Alba Di Raimondo e il direttore di Altreconomia, Duccio Facchini, nel libro ‘La Giustizia dei Ricchi – perché la “riforma” distrugge l’uguaglianza tra i cittadini” (Altreconomia, 2026). Ne parliamo nel nuovo appuntamento di Futuro Prossimo, mettendo a confronto le ragioni di Giorgia Meloni con quelle del No, punto per punto.
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