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“Non sarà di certo questo stop a fermarmi. Qualcuno l’ha fatto anni fa”: Schwazer dopo la sospensione dei giudici

Il marciatore azzurro è tornato nel campionato italiano a distanza di 14 anni dalla prima positività al doping e dieci anni dopo la seconda
“Non sarà di certo questo stop a fermarmi. Qualcuno l’ha fatto anni fa”: Schwazer dopo la sospensione dei giudici
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“Tutte le udienze del caso che mi ha visto coinvolto e tutto quello che è successo di conseguenza non mi hanno tolto la voglia di andare avanti. Non saranno certo i tre minuti di stop di questo rientro a fermarmi. Qualcuno lo ha fatto tanti anni fa. Non lo farà adesso”. Alex Schwazer torna a parlare e lo fa dopo esser tornato nel campionato italiano a distanza di 14 anni dalla prima positività al doping e dieci anni dopo la seconda.

Il marciatore altoatesino è tornato in gara ad Alessandria e per trequarti di gara è anche rimasto in testa con Riccardo Orsoni e Gianluca Picchiottino. Poi la sospensione dei giudici per tre minuti, la ripartenza e la decisione di ritirarsi proprio quando stava pensando a vincere. “Il giudizio va sempre accettato, come è stato anche in passato. Uno si deve portare via quello che c’è da migliorare. Mi è mancata un po’ di scioltezza nella tecnica e adesso so dove devo fare più attenzione“, ha spiegato a La Gazzetta dello Sport.

Schwazer non nasconde però il rammarico di quella che poteva comunque essere per lui una giornata storica: “Oggi (ieri, ndr) secondo me potevo vincere. E non è successo. Però sono contento di come sto: a ritmo sotto i 4 minuti al chilometro andavo facile. Non è che faticassi. Questo è positivo“. Il marciatore azzurro era tornato a gareggiare per Hubert Rabensteier, il suo migliore amico morto qualche settimana fa a 56 anni. E voleva vincere per lui: “Sono partito per vincere, per onorare il mio amico. Arrivare terzo o quarto non mi bastava. Avevo impostato la gara per attaccare negli ultimi 3-4 km. Purtroppo non ho potuto farlo”. Una gara che però ha lasciato anche cose positive a Schwazer: “Due cose: l’affetto del pubblico e la sensazione di facilità nella gara. Sentire tanti ‘Vai Alex’ lungo il percorso è stato davvero bello”.

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