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Milan, la Procura chiede l’archiviazione dell’inchiesta sulla vendita a RedBird. Ma emerge un dettaglio inedito: Elliott possiede ancora il 5% del club

I pm ritengono non siano emerse prove sufficienti per sostenere le accuse, ma l'atto - riporta dal Corriere - svela che il fondo di Singer è ancora dentro il club
Milan, la Procura chiede l’archiviazione dell’inchiesta sulla vendita a RedBird. Ma emerge un dettaglio inedito: Elliott possiede ancora il 5% del club
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La Procura di Milano chiede l’archiviazione dell’inchiesta sulla proprietà del Milan, aperta dopo l’esposto degli ex soci di minoranza di Blue Skye. Ma dalle carte depositate dai pm emerge un elemento finora mai reso pubblico: il fondo americano Elliott, guidato dalla famiglia Singer, manterrebbe ancora una partecipazione pari a circa il 5% del club rossonero anche dopo la cessione del 2022 al fondo RedBird di Gerry Cardinale.

La novità è contenuta in un atto di dieci pagine depositato dai magistrati milanesi Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri e citato dal Corriere della Sera. Secondo quanto riportato dal quotidiano, la partecipazione residua emergerebbe da una comunicazione inviata da Elliott ai propri investitori il 31 dicembre 2025. In quella nota, spiegano i pm, l’investimento nel Milan includeva anche uno strumento finanziario “simile a un warrant” legato a circa il 5% del capitale del club, una struttura che sarebbe sfuggita agli accertamenti svolti in precedenza. Il documento indicherebbe inoltre che Elliott continuerà a detenere una quota azionaria anche dopo il rimborso del prestito concesso per facilitare l’acquisto del Milan da parte di RedBird. Un dettaglio che aggiunge un nuovo tassello a una vicenda già complessa e che per mesi ha alimentato sospetti sul ruolo effettivo del fondo statunitense nella governance della società rossonera.

Nonostante questo elemento e altre anomalie già emerse durante le indagini, i pm hanno comunque deciso di chiedere l’archiviazione del fascicolo. Secondo i magistrati, infatti, non sono emerse prove sufficienti per sostenere le accuse di ostacolo alla vigilanza della Figc contestate a due manager legati a Elliott, all’amministratore delegato del Milan Giorgio Furlani e all’ex ad Ivan Gazidis. Le indagini erano nate dall’esposto presentato dall’avvocato Roberto Zingari per conto degli imprenditori Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo, ex soci di minoranza del Milan attraverso il veicolo Blue Skye. Gli ex partner contestavano la gestione della vendita del club e denunciavano anche la concessione nel 2022 di un pegno sulle azioni che, a loro avviso, avrebbe violato gli accordi societari dell’epoca.

Nelle loro conclusioni i pm riconoscono che il socio di minoranza sarebbe stato “deliberatamente tenuto all’oscuro” delle trattative per la vendita del Milan già avviate alla fine del 2021. Inoltre nella vicenda del pegno i magistrati ravvisano un possibile “illecito civile”. Tuttavia, secondo la Procura, non sussistono gli elementi necessari per configurare il reato di appropriazione indebita. Allo stesso modo viene esclusa anche l’ipotesi che Elliott o la famiglia Singer abbiano continuato a controllare il Milan attraverso società o finanziatori collegati all’operazione di acquisto di RedBird. Come sottolineano i magistrati, le verifiche effettuate tramite una rogatoria internazionale negli Stati Uniti sulla provenienza dei fondi utilizzati per l’acquisizione non hanno fornito riscontri in tal senso.

L’analisi della Procura si è basata in gran parte sulla documentazione fornita da RedBird. Dai documenti emerge però un altro elemento segnalato dagli investigatori: il fondo non avrebbe indicato con precisione l’identità dei finanziatori di tre veicoli societari confluiti nel fondo utilizzato per l’operazione Milan. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, si tratterebbe di società create da grandi banche d’affari (Goldman Sachs e I-Capital) per raccogliere capitali da investitori terzi.

L’inchiesta milanese si inserisce in un contesto più ampio di dubbi e polemiche che negli ultimi anni hanno accompagnato il passaggio di proprietà del club rossonero. L’operazione da 1,2 miliardi di euro con cui RedBird ha acquisito il Milan nell’agosto 2022 era stata fin da subito oggetto di interrogativi, sia per la valutazione molto elevata attribuita alla società sia per la struttura finanziaria dell’acquisto, sostenuta in parte da un prestito concesso proprio da Elliott. Proprio questo “vendor loan”, il prestito del venditore all’acquirente, era stato indicato dagli inquirenti come uno degli elementi che avrebbero potuto indicare un’influenza significativa del fondo americano sul club.

La richiesta di archiviazione sembra ora ridimensionare quell’ipotesi sul piano penale. Ma la scoperta della partecipazione residua del 5% – finora mai resa pubblica – aggiunge un dettaglio inedito alla ricostruzione della complessa transizione societaria del club rossonero. Ora la decisione finale spetterà al giudice per le indagini preliminari. Mentre potrebbe aprirsi un nuovo capitolo per quanto riguarda la giustizia sportiva, visto che i club hanno precisi obblighi di comunicazione alla Figc riguardanti i propri soci.

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