Messi ospite da Trump nel mezzo della guerra. Il discorso surreale: “Stiamo demolendo l’Iran, benvenuto alla Casa Bianca”
“Stiamo continuando a demolire” l’Iran. Nel bel mezzo della guerra che sta infuocando il Medio Oriente, provocando una delle crisi geopolitiche più gravi del secolo in corso, il presidente americano Donald Trump lancia i suoi proclami con al fianco un sorridente Lionel Messi, star planetaria un bel po’ invecchiata del pallone. È la scena surreale che arriva dalla Casa Bianca, dove ormai è consuetudine che i divi del calcio vadano a omaggiare Trump, vedasi Cristiano Ronaldo, sulla scia della devozione al tycoon portata avanti dal presidente Fifa, Gianni Infantino, che al presidente Usa ha pure consegnato pochi mesi fa un premio per la pace. Ora invece Trump parla di guerra e pallone senza soluzione di continuità, con disinvoltura, a meno di 100 giorni dall’inizio dei prossimi Mondiali nordamericani.
Trump appunto ieri ha ricevuto nel suo studio l’Inter Miami CF, i campioni 2025 della Major League Soccer, e il suo campione più rappresentativo. Nella battute iniziali dell’incontro però il presidente ha parlato della situazione in Medio Oriente, rimarcando che Teheran è ormai “senza aeronautica, senza difese, senza missili”. E ancora: “Altri presidenti hanno convissuto con questa situazione, io invece non l’ho accettata. E i nostri uomini stanno facendo un lavoro straordinario. Ancora una volta, abbiamo il più grande esercito che il mondo abbia mai visto”. Non solo, perché Trump nello stesso discorso ha minacciato anche un cambio di regime a Cuba: “Una volta terminata questa fase, sarà solo questione di tempo prima che voi possiate tornare a Cuba“, ha dichiarato il presidente.
I calciatori del Miami, Messi compreso, faticavano a nascondere tensione e imbarazzo. Poi però è partito l’applauso e nessuno si è tirato indietro. Finito il discorso sulla guerra, Trump è passato con disinvoltura al calcio: “Oggi siamo entusiasti di ospitare i campioni della MLS Cup 2025, l’Inter Miami. Ottimo lavoro! Ed è mio grande privilegio dire ciò che nessun presidente americano ha mai avuto l’occasione di dire prima: benvenuto alla Casa Bianca, Lionel Messi“. Quindi il presidente ha citato il figlio Barron: “È un tuo grande fan. Un tuo grandissimo fan. Pensa che tu sia una persona fantastica“.
La stessa scena si era già vista con Cristiano Ronaldo. Lo ha ha ricordato lo stesso Trump: “Mio figlio è un grande appassionato di calcio, è un tuo fan accanito. E di un signore di nome Ronaldo. Cristiano è un grande. Tu sei un grande. Ragazzi, ci sono dei grandissimi campioni, dei grandissimi atleti in questo sport, e persone che amano davvero quello che fanno, e lo fanno bene. Ed è un onore per noi e per tutti qui alla Casa Bianca potervi celebrare oggi”, ha concluso il presidente Usa.
Trump e il pallone ormai viaggiano a braccetto, dopo il sodalizio voluto da Infantino in persona. Il presidente della Fifa ha spostato i suoi uffici alla Trump Tower ed è diventato un alleato del presidente Usa. I legami partono dai Mondiali americani e si intrecciano con gli affari nel Golfo, proprio una delle zone colpite dall’attuale guerra. Quando Cristiano Ronaldo a novembre scorso arrivò alla Casa Bianca, era ospite di una cena esclusiva organizzata da Trump per accogliere il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman, tornato negli Stati Uniti per la prima volta dall’omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Khashoggi. CR7 era presente in quanto ambasciatore della Saudi Pro League all’estero. Senza dimenticare, a giugno scorso, la presenza della Juventus nello Studio Ovale prima del Mondiale Fifa per Club: all’epoca, Trump stava minacciando proprio l’Iran di un altro intervento militare. L’attacco è arrivato una settimana fa.