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Ultimo aggiornamento: 13:21

Iran, Travaglio a La7: “Usa e Israele la peggiore minaccia alla pace dai tempi di Nagasaki”. Botta e risposta con Bocchino

Il direttore del Fatto attacca il doppio standard occidentale su Russia e Iran
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Botta e risposta a Otto e mezzo (La7) tra il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e l’ex parlamentare del Pdl, Italo Bocchino, sulla postura del governo Meloni nei confronti degli attacchi di Usa e di Israele contro l’Iran. Bocchino difende l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: “Quanto alla tesi di Travaglio sull’aggredito e l’aggressore, ricordo che l’Italia sta aiutando gli aggrediti: mandare una nave a Cipro significa aiutare un partner della Ue aggredito dall’Iran, mandare l’aiuto al Kuwait significa aiutare un paese alleato nel Golfo che sta ricevendo i missili da parte dell’Iran. Lì c’era un regime – prosegue – una tirannia che comprimeva la libertà dei giovani, delle donne, degli omosessuali, quindi non è che stiamo parlando di un povero aggredito. Quando viene abbattuto un regime e viene ucciso Khamenei, sicuramente c’è da festeggiare“.
Non è stato abbattuto nessun regime – commenta la conduttrice Lilli Gruber – Il regime è ancora lì, come in Venezuela“.

Travaglio osserva: “Qui hanno cominciato naturalmente gli americani che insieme agli israeliani sono la peggiore minaccia per la pace nel mondo, forse dai tempi di Nagasaki. Putin è responsabile della sua invasione illegale e criminale dell’Ucraina, Trump e Netanyahu sono responsabili del loro attacco illegale e criminale all’Iran. Vedremo se si tradurrà anche in un’invasione di terra diretto o per interposte milizie curde”.
E aggiunge: “Ma il tema riguarda la nostra situazione energetica: che senso ha continuare a tenere in piedi 20 pacchetti di sanzioni alla Russia per aver fatto esattamente quello che fanno i nostri alleati americani e israeliani impunemente, senza una sanzione e senza una reazione di nessun genere, se non la fuga della nostra presidente del Consiglio e la complicità di quasi tutti i governi europei, tranne che di quello spagnolo?“.

Il direttore del Fatto continua: “Cosa si deve fare in una situazione di emergenza come questa? A brigante, brigante e mezzo. Si ricomincia subito a comprare il gas dove costa meno, signori. Ma scusate, a noi hanno fatto saltare i gasdotti Nord Stream. Se l’avessero fatto i russi o gli iraniani, staremmo qui a dire che era il più grave attacco a un’infrastruttura strategica europea dal dopoguerra. Lo hanno fatto gli ucraini. Li abbiamo bombardati? No, abbiamo continuato ad armarli e a finanziarli. Ma finiamola con questa ipocrisia che danneggia soltanto noi”.

Poi replica a Bocchino: “Diceva che quella dell’Iran non è un’aggressione, perché l’Iran è governato da una dittatura e ha fatto la descrizione di come trattano i gay, le donne, i ragazzi. È lo stesso modo in cui vengono trattati i gay, le donne, i ragazzi in Arabia Saudita e in Qatar che sono nostri alleati ai quali noi adesso mandiamo le armi. Il Qatar – conclude – è il principale finanziatore di Hamas che ha fatto la strage del 7 ottobre e noi gli mandiamo le armi perché è diventato amico nostro. Finiamola con questa ipocrisia per favore. Cominciamo anche noi a fare i nostri interessi, come fanno tutti, e smettiamola di dare le patenti di dittature buone e cattive a seconda di con chi stanno“.

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