Il mondo FQ

Lavoro

Ultimo aggiornamento: 14:43

Stellantis, l’affondo di De Palma (Fiom) contro Urso: “Il ministro racconta una realtà che non esiste”. E attacca Elkann

Il segretario generale: "A rischio intere fabbriche. Il governo apra a investitori stranieri"
Icona dei commenti Commenti

“Il ministro Adolfo Urso nel 2024 diceva che l’obiettivo di produrre un milione di autovetture fosse raggiungibile. Un anno dopo, sempre lo stesso ministro ha detto di essere convinto che la produzione in Italia potrà raggiungere un milione di auto se cambieranno le regole europee. Noi oggi produciamo delle auto e quelle che produciamo non se le comprano. E poi c’è il ministro che dice che stiamo andando verso la produzione di un milione di veicoli. C’è chi immagina una realtà che poi non esiste nei fatti. Siamo alla dispercezione della realtà”. Così il segretario generale della Fiom-Cgil Michele De Palma ha risposto a una domanda su Stellantis de Ilattoquotidiano.it, durante la presentazione del rapporto dell’Ufficio studi del sindacato riguardo lo stato dell’industria metalmeccanica.

“Il problema è che pensare che il cambio delle normative Ue salvaguardi l’occupazione del Paese è un errore enorme”, ha continuato De Palma, secondo cui “la dimostrazione sono gli impianti che producono auto e quelli che producono componentistica per le auto endotermiche e ibride. Guardate i numeri. Io penso che un’industria debba fare una cosa molto semplice, deve produrre le auto che servono al mercato”. E ancora: “Sull’automotive, in particolare Stellantis, la situazione attuale non è reggibile oltre a quello che sta succedendo. Noi abbiamo a rischio interi stabilimenti coi volumi produttivi che ci sono. Interi stabilimenti del gruppo Stellantis senza gli investimenti e i modelli, stanno chiudendo le aziende dell’indotto e della componentistica”.

Quindi ha ricordato i 12 milioni di euro incassati dall’ex Ceo Carlos Tavares mentre non è stato pagato il premio di risultato ai lavoratori. E sul presidente John Elkann: “Si è venduto quel che non ha costruito lui. Non mette al centro la responsabilità sociale dell’impresa. I profitti per chi ha in mano la proprietà aumenta, mentre i lavoratori pagano le scelte dei manager. Il governo deve assumersi le sue responsabilità. Siamo stati lasciati soli, ma combattiamo con le unghie e con i denti per l’autonomia industriale di questo Paese senza la quale la presidente del Consiglio non si siede al tavolo del G7″. In vista della presentazione del piano industriale a maggio ha aggiunto: “Vogliamo un incontro con l’amministratore delegato. Ci sono problemi? Il governo apra agli investitori stranieri, siamo rimasti l’unico Paese in Europa a non averne più d’uno”. E ha ricordato che la Spagna, che produce quasi 2 milioni di auto (900mila di Stellantis), non ha più un costruttore domestico.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione