L’addio a Domenico Caliendo nel Duomo di Nola, la madre: “Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato”
“Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi”. Sono le parole di Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico Caliendo, nel giorno dei funerali nel Duomo di Nola (Napoli). Nella cattedrale, dove è stata allestita la camera ardente, centinaia di persone si sono strette attorno alla famiglia per l’ultimo saluto al bimbo di 2 anni e 4 mesi morto il 21 febbraio dopo l’impianto di un cuore danneggiato che non poteva più battere. Tra i fiori bianchi, davanti alla bara sormontata dalla foto del bambino, è stata adagiata una lettera scritta da un coetaneo. “Ciao Domenico – si legge – sono Andrea. Volevo dirti che ti voglio bene e che ora sei tra gli angeli. Volevo chiederti di salutare i miei nonni, anche loro tra gli angeli. Ora troverai tanti angeli che giocheranno con te. Ti voglio bene. Andrea”.
La presenza delle istituzioni
Nel Duomo è arrivata anche la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, che ha voluto porgere le condoglianze ai genitori. La manager ha stretto la mano al padre del bambino e ha abbracciato a lungo la madre, Patrizia Mercolino. Iervolino in una lettera al Mattino aveva scritto che le prime indagini sul trapianto fallito sono state quelle interne all’azienda ospedaliera. E risalgono al 30 dicembre scorso, un giorno dopo le dimissioni di un altro primario. Ma solo un mese e mezzo dopo la famiglia, grazie a un articolo del quotidiano napoletano, ha appreso cosa fosse successo davvero.
Alla cerimonia ha partecipato anche don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano, che ha abbracciato la madre del piccolo. “Il dolore quando è condiviso è sopportabile perché è un dovere di tutti noi essere qui”, ha detto il sacerdote. “Non ho detto nulla. In queste occasioni non ci sono parole”, ha aggiunto, auspicando che venga fatta piena chiarezza sulla vicenda.
L’esposto ai Consigli dell’Ordine
All’esterno della cattedrale, il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, ha annunciato l’invio di un esposto alle segreterie dei Consigli dell’Ordine dei medici di Cosenza e Benevento “solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti”. “Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo ad oggi e che vada sanzionato disciplinarmente”, ha aggiunto.
I risultati dell’autopsia
Il legale ha fatto riferimento anche ai primi esiti dell’autopsia eseguita sul corpo del bambino. “Siamo contenti che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico”, ha spiegato. Resta ora da valutare, attraverso esami microscopici, l’eventuale presenza di lesioni da congelamento o di danni legati alla congestione verificatasi durante la fase di espianto. “Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne ma questo lo diranno gli anatomopatologi”, ha detto Petruzzi.
Gli accertamenti tecnici, nell’ambito dell’incidente probatorio, proseguiranno con il contributo degli anatomopatologi nominati nel collegio peritale. I risultati saranno determinanti per chiarire eventuali responsabilità. Nel Duomo di Nola, intanto, il silenzio e la commozione hanno accompagnato l’ultimo saluto al piccolo Domenico, mentre la famiglia attende che l’inchiesta faccia piena luce su quanto accaduto.
Le indagini
Sul fronte delle indagini proseguono gli accertamenti e dal legale della famiglia di Domenico arriva una precisazione sul cartello di segnalazione pericolo affisso sulla parete retrostante il contenitore del ghiaccio secco all’ospedale di Bolzano affisso in un secondo momento. Il legale spiega che “sullo sportello del frigorifero c’è sempre stato l’avviso con la scritta ‘ghiaccio secco, attenzione, provoca ustionì”.
Sarebbe stato proprio quel ghiaccio secco a danneggiare irrimediabilmente l’organo, poi trasportato a Napoli e trapiantato al piccolo Domenico. La difesa della dottoressa Gabriella Farina, membro dell’équipe che dal Monaldi, prima operatrice a Bolzano per prelevare il cuore e poi trasportarlo a Napoli, aveva sostenuto che, stando alle foto mostrate durante la trasmissione tv Lo stato delle cose a Raitre, al momento del prelievo del ghiaccio secco da parte della oss dell’ospedale altoatesino, non c’erano cartelli sul contenitore che ne segnalassero la presenza. Per il legale della famiglia, invece, “quello che è stato aggiunto dopo è solo il cartello di pericolo. Sul portellone si vede che la scritta ‘ghiaccio secco’ era già presente. Comunque tutto ciò che avviene, avviene nella sala pre-operatoria, dove avviene il confronto tra la Oss e la dottoressa Farina. Poi ovviamente sono sit (sommarie informazioni testimoniali, ndr), in dibattimento vedremo se sarà detta la verità”.