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L’addio a Domenico Caliendo, la madre: “Spero che non sia l’ultimo giorno che pensiamo a lui”. La folla canta Guerriero di Mengoni e fa volare i palloncini bianchi

La madre del piccolo: "Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi". Il vescovo di Nola: "Incoraggiare la donazione di organi". La premier Meloni presente alla cerimonia. La lettera di un bambino davanti alla bara: “Ti voglio bene, troverai tanti angeli che giocheranno con te”
L’addio a Domenico Caliendo, la madre: “Spero che non sia l’ultimo giorno che pensiamo a lui”. La folla canta Guerriero di Mengoni e fa volare i palloncini bianchi
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“Devono pagare solo quelli che hanno sbagliato, non tutti i medici del Monaldi”. Sono le parole di Patrizia Mercolino, la mamma di Domenico Caliendo, nel giorno dei funerali nel Duomo di Nola (Napoli). Nella cattedrale, dove è stata allestita la camera ardente, centinaia di persone si sono strette attorno alla famiglia per l’ultimo saluto al bimbo di 2 anni e 4 mesi morto il 21 febbraio dopo l’impianto di un cuore danneggiato che non poteva più battere. Tra i fiori bianchi, davanti alla bara sormontata dalla foto del bambino, è stata adagiata una lettera scritta da un coetaneo. “Ciao Domenico – si legge – sono Andrea. Volevo dirti che ti voglio bene e che ora sei tra gli angeli. Volevo chiederti di salutare i miei nonni, anche loro tra gli angeli. Ora troverai tanti angeli che giocheranno con te. Ti voglio bene. Andrea”.

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“La caccia non può ripagare perdita”

“In questa chiesa cattedrale, casa comune della diocesi, sentiamo realmente nostro il vostro immane dolore. Il vostro bambino Domenico, in queste lunghe e atroci settimane, è diventato un figlio di tutti noi. E se è vero che i figli so ‘piezz ‘e corè, anche quello di ciascuno di noi, come quello vostro di mamma e papà, si è spezzato nel dolore di questa insensata tragedia – ha detto il vescovo di Nola monsignor Francesco Marino – La caccia ai colpevoli, per un momento appaga, ma non può mai ripagare una perdita così grande. Una cosa è riconoscere giustamente le responsabilità penali, che chi di dovere dovrà esaminare e sanzionare, altra cosa è presumere che la giustizia dei tribunali o, ancor peggio, il giustizialismo privato lenisca il dolore che nessuno, se non Gesù, può consolare con il balsamo dello Spirito d’amore. I sentimenti umani che si agitano in questo momento, forse comprensibilmente, e non dobbiamo spaventarcene, sono di rabbia, di delusione, di atroce spasimo. Ci chiediamo perché, vorremmo dei responsabili con cui prendercela, vorremmo che chi ha sbagliato soffrisse come ha sofferto Domenico. Ma, proprio mentre ci assalgono questi desideri cattivi, ne sono certo, finiamo per sentirci ancora più male, più in colpa. Sì, fratelli e sorelle, perché ascoltando veramente la voce della nostra coscienza, sappiamo bene che la sofferenza non si cura mai con il risentimento, il male non si vince con altro male, il lutto non si può elaborare con il desiderio di vendetta”.

“Mi pare che Domenico ci parli ancora, continuando a incoraggiarci sul delicato tema della donazione degli organi. La sua storia ci racconta la generosità di genitori che hanno donato un cuore e di altri che ne hanno sperato da tempo la compatibilità. Incoraggiamo la donazione degli organi come gesto di grande amore e generosità” ha detto Marino – Continuiamo a credere nella buona medicina, nella formazione scientifica ed etica e non permettiamo agli errori umani, che pur ci sono stati, di spezzare quell’alleanza fiduciaria tra medico e paziente che è un valore necessario e che, come sappiamo, si rivela occasione di salvezza per tantissimi ammalati nei nostri ospedali, i quali, ricordiamolo sempre, sono delle eccellenze sanitarie. Se tutti possiamo sbagliare, questa dolorosa vicenda deve insegnarci l’umiltà di non sentirci mai onnipotenti, anche quando siamo molto competenti”.

La presenza delle istituzioni

In Duomo è arrivata la premier Giorgia Meloni che ha salutato i genitori del piccolo Domenico per poi prendere posto accanto alle autorità presenti. In chiesa sono presenti, oltre al sindaco di Nola, Andrea Ruggiero, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, il presidente del Consiglio regionale Massimiliano Manfredi e il sindaco metropolitano di Napoli, Gaetano Manfredi. Sull’altare è presente l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, che è stato accanto alla famiglia di Domenico negli ultimi giorni ed ha impartito l’estrema unzione al bimbo.

Prima dell’inizio della cerimonia era arrivata anche la direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, Anna Iervolino, che ha voluto porgere le condoglianze ai genitori. La manager ha stretto la mano al padre del bambino e ha abbracciato a lungo la madre, Patrizia Mercolino. Iervolino in una lettera al Mattino aveva scritto che le prime indagini sul trapianto fallito sono state quelle interne all’azienda ospedaliera. E risalgono al 30 dicembre scorso, un giorno dopo le dimissioni di un altro primario. Ma solo un mese e mezzo dopo la famiglia, grazie a un articolo del quotidiano napoletano, ha appreso cosa fosse successo davvero. Alla cerimonia ha partecipato anche don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano, che ha abbracciato la madre del piccolo. “Il dolore quando è condiviso è sopportabile perché è un dovere di tutti noi essere qui”, ha detto il sacerdote. “Non ho detto nulla. In queste occasioni non ci sono parole”, ha aggiunto, auspicando che venga fatta piena chiarezza sulla vicenda.

La madre: “Grazie”

“Se oggi si è mossa tutta questa folla è solo grazie a Domenico, al suo sorriso, ai suoi occhioni, alla sua dolcezza. Sono certa che ci sta abbracciando tutti. Spero che questo non sia l’ultimo giorno che pensiamo a Domenico, che tutti possiamo tenerlo in un angolo del nostro cuore. Ti amo cuore di mamma” ha detto la donna che ha ringraziato la premier Meloni, presente ai funerali, il prefetto di Napoli, Michele di Bari “per la vicinanza” e tutte le autorità sia civili che religiose. “Vi siete mossi tutti“, ha aggiunto con la voce rotta dal pianto sicura che il suo bambino non sarà dimenticato. Scendendo dall’altare il cardinale Mimmo Battaglia si è fermato per abbracciarla. All’uscita del feretro in piazza si è levato un lunghissimo applauso mentre un cielo sono stati fatti volare centinaia di palloncini bianchi. Per l’ultimo saluto al bimbo la folla ha intonato la canzone Guerriero di Marco Mengoni: un omaggio alla definizione “piccolo guerriero” che mamma Patrizia ha più volte usato per suo figlio, e che si è fatta anche tatuare su un polso.

L’esposto ai Consigli dell’Ordine

All’esterno della cattedrale, il legale della famiglia, Francesco Petruzzi, ha annunciato l’invio di un esposto alle segreterie dei Consigli dell’Ordine dei medici di Cosenza e Benevento “solo per il dottor Oppido e per la dottoressa Farina che verte sulla mancata comunicazione dell’esito negativo del trapianto ai pazienti”. “Ci aspettiamo che i consigli dell’ordine e anche il Consiglio nazionale con il presidente Anelli prendano posizione, perché al di là di quello che sarà l’esito delle indagini il fatto che non sia stata data comunicazione dell’esito ai genitori credo sia un fatto abbastanza certo ad oggi e che vada sanzionato disciplinarmente”, ha aggiunto.

I risultati dell’autopsia

Il legale ha fatto riferimento anche ai primi esiti dell’autopsia eseguita sul corpo del bambino. “Siamo contenti che non sia stata riscontrata una lesione in fase di espianto perché sarebbe stato un ulteriore scempio al corpo di Domenico”, ha spiegato. Resta ora da valutare, attraverso esami microscopici, l’eventuale presenza di lesioni da congelamento o di danni legati alla congestione verificatasi durante la fase di espianto. “Quello che ora dovrà essere valutato a livello microscopico sono le lesioni da congelamento ed eventuali lesioni riportate dall’organo in seguito alla congestione che ha avuto durante la fase dell’espianto, il famoso ingrossamento del cuore che avrebbe potuto ledere le camere interne ma questo lo diranno gli anatomopatologi”, ha detto Petruzzi.

Gli accertamenti tecnici, nell’ambito dell’incidente probatorio, proseguiranno con il contributo degli anatomopatologi nominati nel collegio peritale. I risultati saranno determinanti per chiarire eventuali responsabilità. Nel Duomo di Nola, intanto, il silenzio e la commozione hanno accompagnato l’ultimo saluto al piccolo Domenico, mentre la famiglia attende che l’inchiesta faccia piena luce su quanto accaduto.

Le indagini

Sul fronte delle indagini proseguono gli accertamenti e dal legale della famiglia di Domenico arriva una precisazione sul cartello di segnalazione pericolo affisso sulla parete retrostante il contenitore del ghiaccio secco all’ospedale di Bolzano affisso in un secondo momento. Il legale spiega che “sullo sportello del frigorifero c’è sempre stato l’avviso con la scritta ‘ghiaccio secco, attenzione, provoca ustionì”.

Sarebbe stato proprio quel ghiaccio secco a danneggiare irrimediabilmente l’organo, poi trasportato a Napoli e trapiantato al piccolo Domenico. La difesa della dottoressa Gabriella Farina, membro dell’équipe che dal Monaldi, prima operatrice a Bolzano per prelevare il cuore e poi trasportarlo a Napoli, aveva sostenuto che, stando alle foto mostrate durante la trasmissione tv Lo stato delle cose a Raitre, al momento del prelievo del ghiaccio secco da parte della oss dell’ospedale altoatesino, non c’erano cartelli sul contenitore che ne segnalassero la presenza. Per il legale della famiglia, invece, “quello che è stato aggiunto dopo è solo il cartello di pericolo. Sul portellone si vede che la scritta ‘ghiaccio secco’ era già presente. Comunque tutto ciò che avviene, avviene nella sala pre-operatoria, dove avviene il confronto tra la Oss e la dottoressa Farina. Poi ovviamente sono sit (sommarie informazioni testimoniali, ndr), in dibattimento vedremo se sarà detta la verità”.

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