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Ultimo aggiornamento: 13:36

“Due euro a consegna e 12 ore in strada tutti i giorni, che vita è?”: a Milano rider in corteo. Usb: “Politica è rimasta a guardare, ora contratti”

L'avvocata Giulia Druetta: "Le leggi ci sono, basterebbe farle rispettare. La Procura ha agito, adesso la palla va in mano alle istituzioni"
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“Rischiamo la vita per due euro a consegna. Vogliamo un contratto”. Lo gridano i rider che sabato sera sono scesi in piazza per le strade di Milano per chiedere un contratto e per continuare a denunciare le condizioni di lavoro alle quali sono sottoposti. Fino a dodici ore in strada per poter guadagnare poco meno di trenta euro. Sette giorni su sette. Con il rischio di farsi male senza avere la malattia o le ferie. “Queste società sono disinteressate alle leggi, arrivano e sfruttano – spiega l’avvocata giuslavorista Giulia Druetta che in questi anni ha seguito diverse cause che hanno visto come protagonisti i rider – eppure le leggi ci sono, basterebbe farle rispettare, la Procura ha agito, adesso la palla va in mano alle istituzioni di questo paese che devono regolarizzarli”. Negli ultimi dieci anni, la politica è rimasta a guardare. “Ha fatto troppo poco, quasi nulla – spiega Elena Lott, Slang Usb – perché la stragrande dei lavoratori è ancora una falsa partita iva, siamo ancora fermi a dieci anni fa, è ora che le cose cambino”.

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