Stellantis, ecco gli stipendi di Filosa ed Elkann nell’anno nero per i conti. Ma il più pagato è ancora Tavares
Nell’anno nero per i conti, le tre figure apicali di Stellantis, una delle quali non ha lavorato nemmeno per un giorno per l’azienda, sono costate alle case del gruppo quasi 20 milioni di euro. Mentre a settembre circa il 60% degli operai italiani era in cassa integrazione e ora l’azienda ha deciso di non erogare il premio di risultato per concentrare tutte le risorse sul rilancio, il presidente John Elkann e l’amministratore delegato Antonio Filosa hanno incassato quasi 8 milioni in due. Nulla comunque al confronto dell’ex Ceo Carlos Tavares che ha percepito 11.928.066 di buonuscita, dopo il divorzio dell’1 dicembre di due anni fa, che si aggiungono ai 102,19 milioni incassati tra il 2021 e il 2024.
In totale, quindi, i tre hanno goduto di 19.803.687 tra stipendi base, fringe benefits e altre voci dello stipendio. A Filosa, entrato in carica a luglio, sono stati corrisposti 5.424.683 euro, con uno stipendio base 1,8 milioni (374.000 euro di fringe benefits) e altre voci che hanno fatto sostanzialmente triplicare la somma. A Elkann invece sono andati 2.450.938 euro, cioè circa 300mila euro in meno rispetto la 2024: la differenza è quasi esclusivamente legata ai fringe benefits, mentre il salario base di 960.293 è cresciuto di circa 40mila euro. Il dato non include ovviamente i dividendi incassati nel 2025 in quanto principale azionista del gruppo, un dato che nel 2026 mancherà visto lo stop deciso dopo la perdita di 22 miliardi dovuta in gran parte agli oneri straordinari (25 miliardi) connessi in parte alla sterzata sull’elettrico.
I dati, contenuti nella relazione di bilancio, descrivono una contrazione degli emolumenti delle figure apicali che negli anni scorsi sono state gonfiate dai risultati finanziari raggiunti grazie a Tavares. Il tutto mentre gli stabilimenti, soprattutto in Italia, vivono un momento di magra. Giovedì, l’azienda ha annunciato lo stop al premio di risultato in Europa e Nord America. Sarà erogato solo ai dipendenti di Sud America, Nord Africa e Medio Oriente. Il gruppo ha anche rifiutato di erogare una tantum ai dipendenti. La decisione ha provocato le proteste dei sindacati metalmeccanici e ha scatenato diverse proteste. A Pomigliano d’Arco, nel pomeriggio, ci sono state 4 ore di sciopero. Venerdì invece la Fiom ha proclamato l’astensione dal lavoro a Mirafiori, Atessa e Termoli.