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La pista francese degli Epstein Files: in 48 ore raccolte quindici testimonianze di donne potenziali vittime di abusi

L'associazione Innocence en Danger ha messo a disposizione una piattaforma on line. Le ex modelle sostengono di essere state aggredite diversi anni fa e una di loro ha indicato che l'episodio avvenne nell’appartamento dell'avenue Foch, vicino all'Arco di Trionfo, acquistato nel 2002 dal finanziere
La pista francese degli Epstein Files: in 48 ore raccolte quindici testimonianze di donne potenziali vittime di abusi
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In quarantotto ore l’associazione Innocence en Danger ha raccolto quindici testimonianze di donne, potenziali vittime di abusi sessuali da parte di Jeffrey Epstein o dei suoi complici in Francia. “Vous n’êtes pas seul(e)s”, “Non siete sole”, ha scritto l’associazione sulla piattaforma online operativa da martedì: “Sappiamo quanto sia difficile parlare. La paura di ritorsioni, la preoccupazione di proteggere i propri cari, la sensazione che alcuni siano “intoccabili”… Rispettiamo questi silenzi – scrivono – . Ed è proprio per romperli in sicurezza che questo spazio esiste”.

Le segnalazioni arrivano ora che la procura di Parigi ha aperto due inchieste per fare luce sul “capitolo francese” degli Epstein Files, i milioni di documenti pubblicati dalla giustizia degli Stati Uniti sui crimini sessuali del finanziere pedofilo, morto in prigione nel 2019. Il sospetto è che la rete di sfruttamento sessuale tessuta dal magnate statunitense operasse stabilmente tra Parigi e la Costa Azzurra. Come riportano i media francesi, le quindici donne che hanno contattato Innocence en Danger, tutte ex modelle, e oggi residenti all’estero, raccontano di essere state aggredite in Francia, quando erano minorenni, diversi anni fa. Una di loro sostiene che i fatti erano avvenuti nell’appartamento parigino dell’avenue Foch, vicino all’Arco di Trionfo, che Epstein aveva acquistato nel 2002. Solo ora l’attenzione degli inquirenti torna a concentrarsi su questo appartamento, che si sospetta fosse una delle “basi” del miliardario in Europa per il reclutamento delle minorenni e per gli abusi.

Due giorni fa, BFM Tv ha reso note alcune delle trecento fotografie scattate dalla polizia durante le perquisizioni dell’appartamento di Epstein, eseguite il 23 e 24 settembre 2019, poche settimane dopo la morte del finanziere, il 10 agosto, nel carcere di New York. Gli investigatori dell’Ufficio centrale per la repressione delle violenze contro le persone (OCRVP) documentarono meticolosamente l’interno “lussuoso” e “inquietante” dei luoghi. In particolare, le foto, più di 150, disseminate in tutte le stanze, di cui 98 immagini di giovani donne e 65 di nudi, esposte “come trofei di caccia”, osserva BFM, soprattutto nella sala massaggi, nella palestra e nelle diverse camere da letto. Alcune foto mostrano donne a volto scoperto in pose esplicite, altre dettagli di parti intime. In altre ancora si vede Epstein circondato da ragazze sulla spiaggia, mentre è in vacanza o nella sua sala massaggi. Solo nella stanza da pranzo e in soggiorno, dove il miliardario riceveva gli ospiti, non figuravano immagini di donne, ma foto in cui Epstein ostentava la sua rete di conoscenze, mostrandosi accanto a celebrità e leader politici, come Bill Clinton, Woody Allen, Mick Jagger e pure Giovanni Paolo II. Nell’appartamento gli inquirenti avevano trovato opere d’arte “dal gusto discutibile”, precisa ancora BFM Tv, oltre che animali impagliati – un avvoltoio, una scimmia, un elefantino – , pelli di tigre, ossa di animali marini, fino a un teschio umano e immagini di sezioni di cervello.

Secondo Innocence en Danger, le vittime francesi di Epstein e dei suoi complici potrebbero essere “diverse decine”. Era stata del resto questa stessa associazione già nel 2019 a segnalare i primi casi: all’epoca, nell’agosto 2019, un’indagine preliminare era stata aperta contro l’agente di modelle Jean-Luc Brunel, sospettato di aver reclutato minorenni per Epstein. “Dieci donne avevano denunciato Brunel – riferisce ora la procura di Parigi a France Info -. Molte raccontavano di essere state costrette a bere alcolici, fino a perdere conoscenza, e di essere state sottoposte a penetrazione sessuale. Alcune di loro non erano neanche maggiorenni”. Brunel fu incriminato per stupro, ma si suicidò nel 2022 nel carcere parigino della Santé, e la morte del principale intermediario francese finì di fatto per congelare l’inchiesta.

Attorno a queste nuove indagini, aperte ad anni di distanza dai presunti fatti, sono emersi negli ultimi giorni anche altri filoni. Radio France ha raccolto la testimonianza di una ex modella svedese, che sostiene di essere stata stuprata da Brunel, in Normandia, nel 1979, quando lei aveva 20 anni e l’uomo era a capo della nota agenzia Karin Models. Un’inchiesta è stata aperta contro il direttore d’orchestra Frédéric Chaslin, vicino a Epstein e accusato di molestie sessuali da una soprano statunitense.

Emergono poi nuovi elementi sulla relazione che Epstein aveva stretto con Jack Lang, l’ex ministro della Cultura degli anni Mitterrand travolto dallo scandalo per legami personali e finanziari con il magnate pedofilo a partire dal 2012. Lang, che nel frattempo si è dimesso dalla guida dell’Institut du monde arabe di Parigi, nega di essere stato all’epoca a conoscenza dei crimini di Epstein. Ma un’inchiesta di France Télévision mostra invece che Lang sarebbe stato un habitué dell’avenue Foch. Il media francese ha raccolto la testimonianza di un’ex modella e assistente di Epstein che aveva posato in una foto accanto a Lang nel 2015, quindi anni dopo la prima condanna per prostituzione minorile di Epstein del 2008: “Epstein faceva continuamente ritrarre le sue assistenti con personaggi famosi. Forse per potere usare in seguito le foto contro di loro – ha raccontato la donna -. Ho visto più volte Lang insieme a Epstein, anche nell’appartamento, quando Epstein era presente. I loro rapporti erano stretti”. La donna precisa di non avere mai notato “comportamenti inappropriati” da parte di Lang, ma che l’ex ministro “vedeva le ragazze, anche molto giovani, che giravano attorno a Epstein. Era impossibile non accorgersene: c’erano sempre donne”.

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