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Il nuovo resort extralusso di Firenze oscura il sole, i cittadini invitano sindaca e assessori a casa: “Venite a vedere coi vostri occhi”

Gli abitanti di via San Gallo hanno organizzato un "open day" per mostrare gli effetti della costruzione della torre di 23 metri. Con loro si schierano anche ex assessori e presidenti della Provincia
Il nuovo resort extralusso di Firenze oscura il sole, i cittadini invitano sindaca e assessori a casa: “Venite a vedere coi vostri occhi”
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“Sindaca, assessori, consiglieri, venite a casa nostra per vedere con i vostri occhi cosa sta succedendo nel nostro quartiere …”. È l’invito abbastanza insolito che alcuni cittadini di Firenze, residenti di via San Gallo, dove si trova l’ex l’ospedale militare, a due passi da piazza della Libertà e dal centro storico, hanno rivolto agli amministratori e consiglieri di Palazzo Vecchio in vista dell’inusuale “open day” delle loro abitazioni che hanno organizzato per il 28 febbraio. Provocatorio il titolo dell’evento: “Camera con vista sui Cubi in costruzione”. Il riferimento è al celebre film di James Ivory, girato nel 1985 in un albergo della città, protagonista una coppia di amanti, con vista sulle bellezze della città, dal Duomo a Palazzo Vecchio.

Oggi invece la vista è su costruzioni che feriscono la bellezza della città. Torri, cubi, studentati. “Noi nel quartiere apriremo le porte delle nostre case a cittadini e amministratori per mostrare quello che le schede tecniche non dicono. Vieni a vedere con i tuoi occhi. La città appartiene a chi la vive”, dicono i cittadini di via San Gallo. Qui la vista degli abitanti è resa impossibile – questa l’accusa – da una torre di 23 metri del resort in via di costruzione al posto dell’ex ospedale militare. Protesta singolare: niente dibattiti sulle carte, niente manifestazioni in piazza, ma invito a casa agli amministratori perché si rendano conto di persona, con i propri occhi della situazione.

Francesca Conti, autrice con Ilaria Agostini, del libro Firenze alienata. Svendita dello spazio pubblico e finanza immobiliare, edito da Per un’altracittà, ha condotto un giro per il quartiere di San Gallo una volta vivo e popolare (“Negozi di vicinato, servizi per i residenti, anziane sedute di fronte ai portoni”) e oggi invece in via di repentina trasformazione con attività destinate al turismo e al lusso. Nell’ex ospedale stanno per essere costruiti immobili così alti che impediscono la vista della luce dalle finestre degli abitanti del quartiere. I residenti lamentano la perdita del diritto alla luce e alla privacy. Contro la trasformazione dell’ex ospedale militare è stato presentato dagli abitanti del quartiere un esposto alla magistratura e lanciata questa inedita iniziativa di invitare nelle loro gli amministratori. La vicenda dell’ex ospedale militare è solo una delle tante storie di urbanistica contestata a Firenze.

Basti pensare al cubo nero (“Libro Nero sul Cubo nero” è il testo pubblicato da La Firenze che vorrei) spuntato come un fungo sull’ex teatro comunale. La città è sull’orlo di una crisi di nervi. Contro la politica urbanistica di Palazzo Vecchio degli ultimi anni sono scesi in campo comitati civici, i nobili rappresentanti delle famiglie più influenti della città e persino ex assessori e esponenti influenti della sinistra. Da Simone Siliani, ex assessore regionale e comunale, all’ex presidente della Provincia Andrea Barducci. Hanno stilato un lungo documento dall’incipit che suona come un vero e proprio j’accuse nei confronti delle ultime amministrazioni di sinistra: “Gli interessi di ristretti gruppi e l’iniziativa speculativa della grande finanza globale, politicamente sollecitata senza alcuna visione della città, mettono fortemente in discussione l’ambiente urbano, l’abitare, la possibilità di risiedere in città a prezzi sostenibili alle persone comuni e a chi viene qui per studiare o lavorare. Firenze esposta gravemente al turismo dilagante e a trasformazioni che puntano alla residenza e agli studentati di lusso non è la città che vogliamo. Non è la città di tantissimi suoi cittadini che stanno esprimendo in più modi la loro critica”.

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