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È tornata in Italia la 15enne biellese rimasta ustionata a Crans-Montana. La procura acquisisce un nuovo video

"Le condizioni sono stabili" ed è così stato possibile organizzare il trasferimento al al Centro grandi ustionati del Cto di Torino per proseguire le cure
È tornata in Italia la 15enne biellese rimasta ustionata a Crans-Montana. La procura acquisisce un nuovo video
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È tornata in Italia Elsa, la quindicenne biellese che è stata fino a oggi ricoverata a Zurigo a seguito delle gravi ustioni riportate nell’incendio scoppiato la notte di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. “È la prima vera buona notizia da quel maledetto giorno”, ha detto il papà Lorenzo sottolineando che la 15enne “è felice di tornare in Italia”. Un po’ di sollievo per i genitori di Elsa: “Le condizioni sono stabili” ed è così stato possibile organizzare il trasferimento al al Centro grandi ustionati del Cto di Torino per proseguire le cure. L’elicottero decollato da Zurigo è atterrato a Torino intorno alle 13. La studentessa aveva riportato ustioni su circa il 60% del corpo. Uscita dal coma dopo 22 giorni dall’incendio, è stata sottoposta a più interventi chirurgici. Una notizia che ha sollevato anche i compagni di classe dell’istituto superiore di Biella frequentato dalla giovane. Amici e compagni di scuola in queste settimane hanno avuto sempre un filo diretto con la famiglia sperando nell’arrivo di buone notizie.

Intanto un nuovo video, registrato nei giorni precedenti alla strage di Capodanno e che immortala una serata con minorenni che consumano alcol nel bar Le Constellation è ora agli atti del fascicolo aperto in procura a Roma. Un video, dove oltre alla folla di giovani presenti, è visibile anche lo stato del locale. Immagini registrate da un amico di una delle vittime che verranno analizzate dagli inquirenti insieme a quelle contenute nei telefoni già sequestrati alla ricerca di elementi che possano aiutare a ricostruire la dinamica e le ipotesi di responsabilità.

In più, oltre alle testimonianze dei ragazzi italiani rimasti feriti nel rogo del locale che hanno restituito racconti sovrapponibili, uscite di sicurezza sbarrate, Jessica Moretti che scappa, il fuoco che divampa in pochi minuti, i pm di piazzale ora acquisiranno anche quelle dei genitori dei giovani, alcuni dei quali intervenuti in soccorso la sera della strage. Nel fascicolo aperto a piazzale Clodio, coordinato dal procuratore Francesco Lo Voi con l’aggiunto Giovanni Conzo e il pm Stefano Opilio, si procede per disastro colposo, omicidio plurimo colposo, incendio e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antinfortunistica. I pm capitolini tra il 23 e il 27 marzo torneranno in Svizzera, questa volta a Sion, dove avranno a disposizione gli atti finora raccolti che potranno selezionare.

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