Nella serata inaugurale di Sanremo, Extinction Rebellion ha invaso il blue carpet di fronte al teatro Ariston per denunciare “le politiche ecocide e il greenwashing degli sponsor del festival”. Un’azione interrotta dalla sicurezza privata e dagli agenti di polizia che hanno trascinato e trattenuto le persone nnello stand espositivo dell’Eni per un controllo. Ed è proprio in quel momento che, come si vede in un video diffuso dal movimento, un agente ha risposto così agli attivisti che avevano il telefono acceso e chiedevano quale fosse il loro status giuridico: “Durante un controllo di polizia non avete nessun diritto”. Successivamente tredici persone sono state portate in commissariato “per quello che sembrava essere un fermo identificativo” scrive in un nota il movimento ambientalista aggiungendo che “a tutte le 13 persone sono stati notificati fogli di via obbligatori, della durata da uno a tre anni e denunce per manifestazione non preavvisata (art 18 TULPS) e inottemperanza con gli ordini dell’autorità (art. 650 cp)”. Ma il timore degli attivisti è più grande. Con il nuovo decreto sicurezza entrato in vigore proprio oggi, vengono introdotte multe fino a diecimila euro per chi “turba il pacifico svolgimento di una riunione in luogo pubblico”. Una misura che per gli attivisti rischia di trasformare la “protesta in un lusso per pochi”. Di qui, l’appello al Presidente della Repubblica: “Il decreto colpisce forme di protesta legittime, limita pesantemente i diritti fondamentali e comprime lo spazio democratico del dissenso pacifico. L’80esimo anniversario della nostra Repubblica rischia di essere la fine della democrazia per come la conosciamo”.
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