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“Scomparsi dagli Epstein files le testimonianze di abusi di Donald Trump su una minorenne”

Lo scoop di Npr denuncia la sparizione dal sito del Dipartimento di giustizia di Pam Bondi dei documenti in cui il presidente Usa veniva accusato di molestie sessuali da parte di una ragazza
“Scomparsi dagli Epstein files le testimonianze di abusi di Donald Trump su una minorenne”
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I file compromettenti sono spariti dalla mole dei documenti riguardanti il caso Epstein pubblicati sul sito del Dipartimento di Giustizia. Si tratta di oltre 50 pagine. E sono quelli che riguardano Donald Trump. Lo scoop è di Npr, National public radio, media indipendente Usa a cui il presidente ha tagliato i finanziamenti lo scorso maggio, perché accusata – come Pbs – di “diffondere propaganda di sinistra”. Il ministero guidato da Pam Bondi avrebbe nascosto interviste dell’Fbi e appunti relativi ad accuse di abusi sessuali su una minorenne risalenti al 1983 da parte del capo della Casa Bianca. L’occultamento dei file è stato scoperto a seguito del confronto effettuato “tra il set di dati iniziale del 30 gennaio e i metadati dei documenti di quei file attualmente presenti sul sito web del Dipartimento di Giustizia“. L’inchiesta di Npr suggerisce quindi che l’ingresso di Trump nel mondo di Epstein sia avvenuto all’inizio degli anni Ottanta e non, come aveva dichiarato il presidente nel 2002 in un’intervista al New York Magazine, intorno al 1987. Oltre a questo, evidenzia poi che il governo ha tentato di proteggere il tycoon rimuovendo dai registri pubblici testimonianze e accuse.

Le accuse della minorenne contro Trump

Al centro dell’indagine di Npr, 50 pagine di documenti e verbali spariti sono relativi alla testimonianza di una donna che all’epoca dei fatti da lei descritti, nel 1983, era minorenne. L’adolescente, ricostruisce Cnn, ha contattato per la prima volta l’Fbi il 10 luglio 2019, 4 giorni dopo l’arresto di Epstein (poi morto il 10 agosto), testimoniando di esserne stata vittima. Raccontò che il finanziere pedofilo la presentò a Trump, “che successivamente le forzò la testa verso il suo pene scoperto, che lei poi morse. In risposta, Trump le diede un pugno in testa e la cacciò fuori”. Parole contro il presidente Usa che non compaiono in un documento in originale, ma solo nelle copie dell’elenco delle accuse dell’Fbi e nella presentazione del Dipartimento di Giustizia. Il Bureau – proprio perché non aveva archiviato la denuncia – avrebbe sentito la vittima almeno quattro volte tra il 2019 e il 2021, ma solo uno di questi verbali – la prima intervista condotta il 24 luglio 2019 – è stato reso pubblico: in quello, però, Trump non viene citato. Nel primo documento dell’interrogatorio, la donna ha parlato agli agenti dei modi in cui Epstein abusava di lei quando era minorenne: per mostrare di chi stesse parlando, aveva mostrato agli investigatori una foto ritagliata del pedofilo. Il perché fosse ritagliata lo aveva spiegato il suo avvocato: la ragazza, ha detto, “era preoccupata di coinvolgere ulteriori individui, e in particolare quelli noti, e aveva paura di ritorsioni“. Si trattava però di una foto “ampiamente diffusa” di Epstein con Trump. Gli elementi forniti da questa testimonianza e la descrizione degli abusi subiti coincidono – scrive Cnn – “anche con i dettagli di una causa intentata da una vittima. Nel fascicolo del dicembre 2019, ‘Jane Doe 4′ non menziona Trump, e la donna ha volontariamente respinto le sue accuse contro gli eredi di Epstein nel dicembre 2021″. Racconta di essere stata abusata da Epstein in South Carolina dopo che lei aveva offerto servizi di babysitter. I suoi legali avevano poi scritto che il finanziere l’aveva fatta volare a New York City tre o quattro volte per portarla “a incontri intimi con altri uomini importanti e facoltosi” che l’avevano violentata. Uno di loro, di cui non viene specificato il nome, l’ha costretta a praticare sesso orale, l’ha schiaffeggiata e l’ha violentata, secondo quanto dichiarato dagli avvocati. La sezione della causa su Jane Doe 4 non menziona né l’uomo né altri che avrebbero abusato di lei.

La seconda donna che accusa Trump

Altri file spariti dal sito del dipartimento di Giustizia e poi parzialmente ricomparsi, continua Npr nella sua indagine, riguardano un’altra donna, testimone chiave dell’accusa nel processo penale contro la complice del finanziere pedofilo, Ghislaine Maxwell, che sta scontando una condanna a 20 anni di carcere per traffico sessuale. Intervistata sei volte dall’Fbi tra settembre 2019 e settembre 2021, ha raccontato nei dettagli come gli abusi di Epstein e Maxwell siano iniziati quando aveva circa 13 anni, nel 1994, e frequentava l’Interlochen Center for the Arts. Ha descritto come, a un certo punto, Epstein l’abbia portata al Mar-a-Lago Club di Trump per incontrarlo. “EPSTEIN disse a TRUMP: ‘Questa è una buona idea, eh?'”, si legge nel resoconto dell’intervista. Entrambi, ha detto, ridevano, e lei “si sentiva a disagio, ma, all’epoca, era troppo giovane per capirne il motivo”. Secondo i metadati del documento, l’intervista è stata rimossa dagli archivi pubblici del Dipartimento di Giustizia dopo la pubblicazione iniziale, avvenuta il 30 gennaio, ed è stata ripubblicata il 19 febbraio.

L’episodio, per quanto risalga anch’esso al 1994, non è da confondere con quello denunciato nel 2016, che riguardava sempre un’accusa di stupro a Trump. Parliamo del caso di una giovane che aveva denunciato abusi avvenuti nell’appartamento di Epstein a Manhattan. All’epoca anche questa ragazzina aveva 13 anni e venne reclutata con la promessa di lavorare come modella. Aveva dichiarato di essere stata abusata da Trump e Epstein durante diverse feste “a tema”. Ha descritto di essere stata legata a un letto e violentata. La causa fu intentata nel 2016 e poi ritirata per “paura delle minacce”.

Sull’inchiesta dell’emittente sono intervenuti i democratici della commissione di vigilanza della Camera, che stanno indagando per stabilire se il DOJ abbia omesso deliberatamente il materiale contestato, incluse carte contenenti accuse di violenza contro Trump. “Nelle ultime settimane i democratici della commissione hanno indagato su come l’Fbi abbia gestito le accuse di violenza su una minore da parte di Trump”, ha detto il deputato liberal Robert Garcia. Per parte sua, il Dipartimento di Giustizia ha respinto le accuse e chiesto ai democratici di smetterla di diffondere informazioni fuorvianti. “Nulla è stato cancellato. Se alcuni documenti sono stati ritirati per eliminare i nomi delle vittime, lo sono stati solo temporaneamente”, ha messo in evidenza. Presenti al discorso sullo Stato dell’Unione, le ragazze che hanno denunciato Epstein indossavano davanti al presidente le spillette con la scritta “release the files”. Intanto le polemiche sulle censure del DOJ non si placano.

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