Paralimpiadi, Bertagnolli: “Mi fa piacere che ci siano i russi. Gli atleti sono persone esattamente come noi e non c’entrano nulla con quello che sta succedendo”
“A me sinceramente fa piacere che ci siano, che abbiano la possibilità di gareggiare“. Il campione paralimpico Giacomo Bertagnolli, punta di diamante dell’Italia alle Paralimpiadi di Milano-Cortina 2026 che cominceranno il prossimo 6 marzo, commenta così la presenza degli atleti russi e bielorussi alle competizioni a cinque cerchi. Bertagnolli, chiamato anche sul palco del Festival di Sanremo, non vuole entrare nella polemica politica, ma a La Presse spiega: “Secondo me è giusto che loro possano gareggiare con la bandiera loro o senza, ecco questo lo lascio giudicare ad altri”. Eppure la scelta dell’Ipc, Comitato paralimpico internazionale, di ammettere alle gare, in nome della centralità dello sport, russi e bielorussi sotto la propria bandiera ha scatenato le proteste internazionali. Sebbene la scelta fosse stata ratificata mesi fa.
Alla cerimonia di apertura del 6 marzo all’Arena di Verona non ci saranno le delegazioni di Ucraina, Repubblica Ceca, Estonia e Lituania, che hanno deciso di non prendere parte alla serata con cui si darà il via ufficiale alle Paralimpiadi. Saranno il primo evento sportivo mondiale in cui gli atleti di Russia e Bielorussia potranno tornare a gareggiare sotto la loro bandiera a quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina. Una scelta contestata anche dal governo italiano: “Siamo sconcertati da questa decisione”, ha dichiarato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi nei giorni scorsi, auspicando che “possa essere ancora rivalutata“.
“Secondo me è giusto che degli atleti che sono persone esattamente come noi e che non c’entrano nulla con tutto quello che sta succedendo, abbiano l’opportunità di gareggiare alle Paralimpiadi”, ha commentato invece Bertagnolli. Nella sua intervista a La Presse ha spiegato: “Secondo me bisogna scindere le due cose: una è la politica e un’altra è lo sport. Nel 2018 quando eravamo andati in Corea mi ricordo c’era la questione della Corea del Nord e c’erano carri armati, caccia che giravano ovunque. Poi di nuovo nel 2022 oltre al Covid c’è stata la guerra tra Russia e Ucraina. Ecco, io spero che quest’anno almeno si riesca a mettere un po’ da parte queste cose e lasciare fare il suo corso allo sport“, ha concluso sull’argomento Bertagnolli.
Il 27enne di Cavalese, ipovedente sin dalla nascita a causa di un’atrofia del nervo ottico, ha vinto otto medaglie paralimpiche (quattro ori tra Pyeongchang 2018 e Pechino 2022), diciassette medaglie mondiali (dieci ori), due Coppe del Mondo generali e undici di specialità sempre nello sci alpino. Mercoledì 25 febbraio, per promuovere l’inizio delle Paralimpiadi, sarà tra i protagonisti della seconda serata al palco del Teatro Ariston di Sanremo, al fianco delle tre campionesse olimpiche Arianna Fontana, Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi. Con lui ci sarà anche Giuliana Turra: “L’ho saputo circa una settimana fa. Io spero ci dedichino il giusto spazio perché secondo me è importante, soprattutto a cinque giorni dall’inizio delle Paralimpiadi, mandare il messaggio che ci piacerebbe avere il sostegno della gente”.
“Dà una grossa motivazione, oltre al risultato, avere la gente che ti segue, che ti prende anche come esempio“, ha sottolineato Bertagnolli. “È un’occasione che passa adesso”, ha aggiunto il 27enne, che sarà impegnato in tutte e cinque le discipline dello sci alpino a Cortina. “La botta di visibilità, di sponsor, anche economica a noi arriva solo e unicamente dalle Paralimpiadi e quindi questo per noi atleti italiani soprattutto è il più grande palcoscenico che possiamo mai avere nella nostra vita, nella carriera di atleti e quindi è da sfruttare“, ha ammesso Bertagnolli. Il suo appello è chiaro: “Non dimentichiamoci che dopo le Olimpiadi ci sono le Paralimpiadi con l’Italia”.