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Il decreto Sicurezza ottiene la bollinatura: salta l’obbligo di registrazione per chi acquista coltelli. Ecco cosa c’è

Cosa è previsto nel testo del dl Sicurezza bollinato dalla Ragioneria nelle scorse ore. Cambia anche un articolo relativo allo scudo per le forze dell'ordine
Il decreto Sicurezza ottiene la bollinatura: salta l’obbligo di registrazione per chi acquista coltelli. Ecco cosa c’è
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Niente più obbligo di registrazione delle vendite dei coltelli. I cittadini che acquistano strumenti con lama di lunghezza superiore ai 15 centimetri continueranno a non essere “schedati”. La norma, molto contestata anche dai commercianti, era prevista nelle bozze precedenti del dl Sicurezza ma adesso non sarà più presente nel decreto. Nel testo, bollinato dalla Ragioneria nelle scorse ore e firmato in serata dal presidente Sergio Mattarella, è stato infatti eliminato l’articolo che obbligava gli esercenti a registrare l’identità degli acquirenti di coltelli con lunghe lame, compresi i classici da cucina e conservare il registro per 25 anni. Una norma che avrebbe coinvolto i negozi di casalinghi, le coltellerie e i grandi magazzini, passando per i supermercati, le ferramenta e le grandi catene di arredamento. Nel testo bollinato sono invece confermati gli altri interventi annunciati relativi alla stretta sulle armi da taglio, inclusi il divieto di vendita ai minori e le sanzioni amministrative per i genitori dei minori che lo violano: rimane comunque il rischio di arresto in flagranza per chi porta fuori casa il suo coltellino da lavoro.

Rispetto alla bozza circolata dopo il varo del decreto nel Cdm del 5 febbraio, cambia anche un articolo relativo allo scudo per le forze dell’ordine: “Quando si procede ad incidente probatorio il pubblico ministero provvede all’iscrizione del nome della persona nel registro di cui all’articolo 335, comma 1-bis”, cioè nel registro delle notizie di reato. Precedentemente l’articolo era così formulato: “Quando si procede ad incidente probatorio il pubblico ministero deve compiere atti di indagine cui il difensore ha facoltà o diritto di assistere, diversi dagli accertamenti tecnici di cui all’articolo 360, provvede all’iscrizione del nome della persona nel registro di cui all’articolo 335, comma 1-bis. Allo stesso modo il pubblico ministero procede nei casi di incidente probatorio”.

Per quanto riguarda invece il fermo preventivo per evitare che i presunti violenti partecipino a manifestazioni di piazza scatterà “in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica“. Il passaggio è stato aggiunto, rispetto all’ultima bozza, all’articolo 7 del decreto. Nel testo viene previsto che “nel corso di specifiche operazioni di polizia svolte nell’ambito dei servizi di ordine e sicurezza pubblica disposti in occasione di manifestazioni in luogo pubblico o aperto al pubblico, in presenza di un attuale pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, gli ufficiali e gli agenti di polizia possono accompagnare nei propri uffici persone” su “cui sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per il pacifico svolgimento della manifestazione, e ivi trattenerle per il tempo strettamente necessario ai fini del compimento dei conseguenti accertamenti di polizia e comunque non oltre le dodici ore“.

Per potenziare gli interventi di sicurezza urbana, e in particolare per l’installazione da parte dei comuni di sistemi di videosorveglianza, sono incrementati di 19 milioni di euro gli stanziamenti per il 2025 e il 2026. La spesa non è estesa al 2027 e 2028, come invece si leggeva nelle ultime bozze prima del Cdm. Quelle bozze prevedevano anche un aumento del fondo per il potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana da parte dei comuni di 50 milioni a partire dal 2026, e invece il testo definitivo fissa l’incremento a 29 milioni per quest’anno. Dei complessivi 48 milioni per il 2026, si legge nel decreto, 20 milioni sono coperti con la riduzione del Fondo per la riforma della polizia locale, 25 milioni “dal versamento in entrata di quota parte delle somme” del Fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso, delle richieste estorsive e dell’usura, e 3 milioni “mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del Fondo speciale di conto capitale iscritto, ai fini del bilancio triennale 2026-2028, nell’ambito del programma ‘Fondi di riserva e speciali'”. Rispetto alle bozze di inizio febbraio, nel decreto non c’è il fondo da 50 milioni di euro per il rafforzamento dell’azione di contrasto degli illeciti sulla rete ferroviaria.

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