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Ultimo aggiornamento: 20:36

Referendum, Travaglio: “Campagna di Fdi con migranti e Sea Watch? Sono disperati se ricorrono a questi mezzucci”

Alla Sapienza si confrontano le ragioni del Sì e del No. Gaetano Azzariti: “Pessima riforma e anche un po’ bugiarda”
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Alla facoltà di Giurisprudenza dell’Università La Sapienza di Roma si sono confrontate le ragioni del Sì e del No al prossimo referendum costituzionale del 22 e 23 marzo. Per le regioni del No c’erano il professore di Diritto Costituzionale Gaetano Azzariti ed il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio. Azzariti ha commentato la dichiarazione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva parlato di un’intollerabile invadenza della magistratura. A oggi la più forte argomentazione con la quale è stata sostenuta l’opportunità di questa riforma da parte del governo, sulla quale gli italiani sono chiamati a confermare o respingere. “In base al principio della separazione dei poteri, ferma il governo quando emana provvedimenti che non sono legittimi, in contrasto con la normativa comunitaria o la nostra Costituzione. I giudici sono soggetti soltanto alla legge, quindi non sono soggetti ai governi. La presidente del Consiglio e altri hanno la pretesa di far marciare assieme i giudici con il governo e questo dimostra la non lettura di alcuni classici da Montesquieu in poi. La divisione dei poteri è un valore da salvaguardare – e aggiunge – è forse meglio attuarla la Costituzione invece di stravolgere alcuni principi fondamentali”.

A margine dell’evento organizzato dall’Unione degli Studenti, il direttore Marco Travaglio ha fatto un primo bilancio della campagna elettorale referendaria. “Pessima perché si sente parlare pochissimo di quello che c’è scritto in questa riforma e dei danni che farebbe ai cittadini. Si sente parlare di lentezza dei processi, dei problemi della giustizia, gli anni che i cittadini devono attendere per avere giustizia sia se vittime o indagati-innocenti, sentenze contraddittorie. Tutte cose che non c’entrano niente con questa cosiddetta riforma. Clamoroso il caso della Bongiorno che dice in Parlamento ‘ma chi è quell’ignorante che promette che con questa riforma la giustizia sarà più efficiente?’ E l’ignorante è il presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ha detto che bisogna votare Sì per una giustizia più efficiente. Quindi – continua Travaglio – si danno degli ignoranti tra di loro. L’unico che ci capisce, perché questa riforma l’ha fatta, ha già detto che questa riforma oggi conviene alla destra per non avere ministri indagati ma in futuro converrà a Schlein per non avere ministri indagati di centrosinistra”. Quattro settimane dal voto e sui profili social del partito di Fratelli d’Italia si intensifica una comunicazione che cavalca recenti sentenze, che però nulla hanno a che fare con il merito della riforma costituzionale. “Sono disperati se ricorrono a questi mezzucci mentendo così spudoratamente vuol dire che hanno dei sondaggi di quelli che già sono molto negativi per il Sì”

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