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Fondazione Mont’e Prama, anche per gli indagati vale la presunzione d’innocenza. Ma la gogna mediatica è già innescata

Non si può parlare di Anthony Muroni senza citare il rilancio internazionale del patrimonio di Cabras e quello deleddiano. Sotto la sua presidenza, la Fondazione Mont’e Prama ha trasformato i Giganti in un simbolo globale della Sardegna
Fondazione Mont’e Prama, anche per gli indagati vale la presunzione d’innocenza. Ma la gogna mediatica è già innescata
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di Ilaria Muggianu Scano

Perquisizioni e sequestri in diverse regioni nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Cagliari sulla gestione della fondazione Mont’e Prama. Undici le persone iscritte nel registro degli indagati dal pm Rossana Allieri per ipotesi che vanno, a vario titolo, dalla corruzione alla turbata libertà degli incanti, fino al falso. Gli investigatori stanno acquisendo documenti e supporti informatici per ricostruire i rapporti economici tra la Fondazione e alcune società e associazioni che avrebbero collaborato con l’ente a partire dal 2021.

Al centro dell’indagine, presunti flussi di denaro pubblico e affidamenti ritenuti sospetti. Il fascicolo, avviato negli anni scorsi dalla procura di Oristano, è stato in parte trasferito a Cagliari per competenza territoriale. L’ipotesi è che alcuni dei reati contestati siano stati commessi nel capoluogo. L’improvviso fragore mediatico che ha investito frontalmente Anthony Muroni e Raimondo Schiavone rischia di oscurare la realtà dei fatti e i percorsi professionali – decisamente non pochi – di chi è legato rispettivamente nelle attività della Fondazione Mont’e Prama e nelle celebrazioni deleddiane.

Sarebbe superfluo invocare la presunzione di innocenza, ma la gogna mediatica è già innescata. In uno Stato di diritto, l’iscrizione nel registro degli indagati è un atto a tutela dell’indagato stesso e non dovrebbe rappresentare una condanna anticipata. Anthony Muroni e Raimondo Schiavone hanno già manifestato, per vie ufficiali ma soprattutto attraverso la propria condotta, la più ampia disponibilità verso la magistratura, fiduciosi che il corso della giustizia saprà distinguere le ipotesi di accusa dalla realtà operativa.

Se la Sardegna non fosse terra che nei momenti in cui è necessaria massima coesione si rivelasse brevettatrice di quell’invidia endemica in tutto aderente al Pocos, locos, y mal unidos attribuito di quando in quando a Carlo V o a Martin Carrillo ambasciatore di Filippo IV, di fatto difficilmente smentibile, non avrebbe vista e memoria obnubilate di fronte al contributo culturale e all’incidenza sullo sviluppo del territorio garantito da Muroni e Schiavone nel corso degli anni. Non esattamente inezie quelle di far emergere la cultura megalitica più antica del Mediterraneo o la divulgazione a livello planetario della figura di Grazia Deledda, con quanto comporta il riflesso delle operazioni su territorio non limitatamente sardo.

Non si può parlare di Anthony Muroni senza citare il rilancio internazionale del patrimonio di Cabras e quello deleddiano. Sotto la sua presidenza, la Fondazione Mont’e Prama ha trasformato i Giganti in un simbolo globale della Sardegna. Allo stesso modo l’impegno di Raimondo Schiavone nel settore dell’innovazione e della cooperazione internazionale testimonia una carriera spesa per la crescita del tessuto economico e culturale dell’isola. Il pericolo maggiore in queste ore è la veuve mediatica immotivata e illogica. È fondamentale separare il fango delle speculazioni dalla solidità delle carriere professionali. La serietà dimostrata negli anni da Muroni, giornalista e saggista, e da Schiavone, esperto di relazioni internazionali, non può essere cancellata da un’indagine ancora in fase embrionale. Il Presidente della Fondazione Mont’e Prama ha scelto di condividere con estrema tranquillità la trasparenza dei processi amministrativi dell’ente.

Muroni esprime massima fiducia nell’operato di Guardia di Finanza e Procura: “Sono sereno e fiducioso che la magistratura farà chiarezza in tempi brevi, confermando la correttezza del mio operato e quello degli uffici”. L’imprenditore culturale Schiavone ha descritto l’amarezza per il coinvolgimento, ma allo stesso tempo la determinazione a difendere la propria onorabilità costruita in anni di carriera internazionale.
Assoluta assenza d’arroccamento. Entrambi si sono messi a disposizione ma risoluti nel dimostrare la validità dei progetti, dai successi della Fondazione alle iniziative di cooperazione.

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