Il mondo FQ

Le scuole serali sono piene e fuori c’è la coda. Il preside emiliano: “Mancano spazi e docenti per i Cpia. Il ministero ci consideri”

Soltanto a Bologna quest’anno le domande d’iscrizione sono state 3.861 ma ne sono state accolte 2.610: gli altri sono in lista d’attesa. Dal Covid le iscrizioni sono cresciute del 20% ogni anno
Le scuole serali sono piene e fuori c’è la coda. Il preside emiliano: “Mancano spazi e docenti per i Cpia. Il ministero ci consideri”
Icona dei commenti Commenti

La necessità burocratica dei migranti, la maggiore consapevolezza degli stranieri di dover imparare la nostra lingua e l’urgenza di molti italiani ultra 40enni di avere competenze digitali e finanziarie ha riempito i Cpia, Centri provinciali d’istruzione per gli adulti. In tutt’Italia si sono create lunghe liste d’attesa per frequentare la scuola. Solo in Emilia Romagna sono ottomila le persone che stanno aspettando. È il nuovo volto di quelle che un tempo venivano chiamate “scuole serali” e servivano per ottenere la licenza media o, per chi aveva abbandonato il percorso formativo dopo il periodo obbligatorio, per tornare alle superiori.

A frequentarle ora sono soprattutto rider, migranti impiegati nel commercio e in agricoltura ma anche donne e minori accompagnati. Gli studenti che si iscrivono arrivano da tutto il mondo ma anche dall’Italia. La richiesta non riesce ad essere esaudita in molte città del Paese perché mancano gli spazi e i docenti: un problema che i dirigenti dei Cpia pongono al ministero dell’Istruzione e del Merito. Il numero uno del Centro per adulti di Bologna, Emilio Porcaro, conosce bene il fenomeno. Nel capoluogo emiliano quest’anno le domande d’iscrizione sono state 3.861 ma ne sono state accolte 2.610: gli altri sono in lista d’attesa. Dal Covid le iscrizioni sono cresciute del 20% ogni anno. “La gran parte degli studenti – racconta il preside – sono cittadini non comunitari da poco arrivati in Italia. I corsi rilasciano una certificazione ufficiale di conoscenza della lingua, necessaria per la conversione del permesso di soggiorno breve in permesso permanente”.

Porcaro aggiunge: “Oltre agli stranieri, in quest’ultimi anni ci sono italiani che vogliono potenziare le loro competenze linguistiche, digitali e finanziarie. Sono persone di mezza età, il 55% uomini e il 45% donne, che vengono da noi per imparare ad adoperare il personal computer o per capire come gestire un bilancio o aprire un mutuo”. La Rete nazionale dei Cpia ha svolto recentemente un sondaggio e in un anno sono aumentati di diecimila unità le richieste per questi percorsi. Da qui la necessità di avere nuovi spazi e più docenti per poter far fronte alle liste d’attesa: “La maggior parte dei nostri centri – sottolinea Porcaro – deve convivere in istituzioni scolastiche frequentate da ragazzi al mattino e al pomeriggio. Serve un cambio di rotta: se è vero che c’è un inverno demografico è altrettanto reale che noi registriamo un aumento di iscrizioni. Il sistema d’istruzione degli adulti a questo punto deve uscire dalla consueta marginalità e diventare protagonista anche rispetto alle risorse del ministero”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione