“Anziché pensare ‘affronto questo momento senza lui’, mi sono presa un momento per stare in silenzio”: la dedica di Shiffrin al padre morto
La maledizione di Pechino 2022 è stata scacciata in poco più di un minuto e mezzo. Ma c’erano altri spettri, più intimi e personali, con cui far pace. A Cortina d’Ampezzo Mikaela Shiffrin chiude il conto in sospeso con le Olimpiadi, togliendosi il peso delle sei gare su sei senza medaglie che si portava dai Giochi di Pechino 2022 e vincendo l’oro nello slalom femminile, la sua specialità. E rivolge una dedica speciale al padre Jeff, morto in un incidente domestico nel 2020: da lì non era più riuscita a vincere alcuna medaglia olimpica.
Un lutto che l’ha condizionata in questi anni, al netto delle vittorie e dei record dell’attuale primatista di successi in Coppa del Mondo. “Oggi forse per la prima volta sono riuscita ad accettare la sua scomparsa – ha confessato la campionessa statunitense – Anziché pensare ‘affronto questo momento senza di lui’ mi sono presa un momento per stare in silenzio in sua compagnia. È stato un momento spirituale“.
Sulla neve dell’Olympia delle Tofane si è visto un autentico dominio esteso su due run che riporta Shiffrin sul trono olimpico dello slalom speciale a 12 anni dal trionfo di Sochi 2014. Le avversarie, a cominciare da Camille Rast, la prima delle ‘umane’ (e anche l’unica a riuscire a battere – una sola volta – Shiffrin in questa stagione tra i pali stretti), non hanno potuto fare altro che inchinarsi. La svizzera è arrivata a un secondo e mezzo di gap prendendosi comunque l’argento, il bronzo va invece alla svedese Anna Swenn Larsson.
In una seconda manche in cui la tensione ha giocato un brutto scherzo sia a Lena Duerr che a Cornelia Oehlund, le inseguitrici più vicine alla fuoriclasse statunitense (con la tedesca comunque lontana 82 centesimi), entrambe uscite sul più bello, la campionessa di Vail non ha tremato, realizzando il secondo miglior tempo e mettendo il punto esclamativo su un successo mai in discussione.
Per Shiffrin è l’oro del riscatto, considerando che nella combinata a squadre era finita giù dal podio nell’incredulità generale vanificando l’ottimo lavoro fatto da Breezy Johnson in discesa. Ed è anche un oro liberatorio. “Sapevo che dopo la combinata sarebbero circolate della storie che non corrispondevano alla realtà dello sport – ha evidenziato – Ho sempre cercato di ricordare che il momento più importante è quello tra la partenza e il traguardo ed è un momento che comporta dei rischi, quello di non arrivare o di essere criticata ma alla fine ci siamo riusciti ed è andata bene”.