Board of Peace, alle 15 la prima riunione a Washington. Per l’Italia ci sarà Tajani
Oggi si riunisce a Washington il cosiddetto “Board of Peace“, l’organizzazione internazionale promossa da Donald Trump che si propone come alternativa alle Nazioni Unite. La prima riunione inizierà alle 9 ora locale al Donald J. Trump Institute of Peace, le 15 in Italia, ma non durerà che tre ore. Dal programma quotidiano fornito dalla Casa Bianca, infatti, emerge che il presidente degli Stati Uniti alle 13.50 ora locale, le 19.50 in Italia, dovrà essere nella città di Roma, in Georgia, per impegni legati alle elezioni di medio termine. Il che vuol dire che lascerà la riunione almeno alle ore 12.
Il presidente americano annuncerà che gli Stati membri hanno impegnato oltre 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione per Gaza, ha annunciato ieri la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, aggiungendo che i membri hanno anche assicurato il dispiegamento di “migliaia di persone per la forza di stabilizzazione internazionale e la polizia locale di Gaza”.
Chi ci sarà? “La commissaria Ue Dubravka Suica è a Washington, ma l’Unione non sarà membro del Board. Romania e Ungheria parteciperanno al livello di capo di stato e di governo con il premier ungherese Viktor Orban che ha già aderito formalmente al Board, così come la Bulgaria che però per problemi interni invierà un rappresentante. Seguono, ma come osservatori, l’Italia e la Repubblica Ceca con i vice premier-ministri degli Esteri (a Washington è arrivato il capo della Farnesina Antonio Tajani). Stesso ruolo per Cipro che invierà il suo capo della diplomazia e la Grecia con il viceministro. La Polonia sarà rappresentata dal consigliere della presidenza della Repubblica. Ci saranno poi anche Slovacchia e Croazia. Infine, l’Olanda, la Finlandia e l’Austria che potrebbero invece inviare i loro ambasciatori negli Stati Uniti. Ultima arrivata la Germania, che sarà presente con un alto funzionario del Ministero degli Esteri. Tra gli extra europei (ma con la tessera del G7 in tasca), spicca il Giappone, che potrebbe optare per l’assistente speciale del ministro degli Esteri. Non saranno presenti rappresentanti delle Nazioni Unite.