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Beffa Sighel: cade dopo un contatto ed esce in semifinale, poi fugge negli spogliatoi e non partecipa alla finale B

L'azzurro era in lotta per la qualificazione alla gara che sarebbe valsa una medaglia
Beffa Sighel: cade dopo un contatto ed esce in semifinale, poi fugge negli spogliatoi e non partecipa alla finale B
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Era una serata di grande attesa per l’Italia Team alle Olimpiadi: da una parte l’attesa per Arianna Fontana, dall’altra quella per Pietro Sighel, impegnato nei 500 metri short track. L’azzurro – tra i favoriti per il podio e quindi per una medaglia – è stato però eliminato in semifinale. Sighel era secondo, in lotta per la qualificazione, quando all’ultimo giro è finito a terra dopo un contatto con il canadese Maxime Laoun.

Il canadese Laoun ha tentato di sorpassarlo all’interno, lo ha spinto e poi trascinato a terra. I giudici però non hanno preso provvedimenti – dando responsabilità condivisa tra i fischi del pubblico – e Sighel è fuggito negli spogliatoi. La semifinale è stata vinta dal canadese Dandjinou, in testa dall’inizio alla fine, davanti all’olandese Melle Van’t Wout. Pietro Sighel non è successivamente sceso in pista per la finale B, che doveva stabilire la classifica dal sesto al decimo posto nei 500 metri di short track.

Il pattinatore trentino, eliminato per un contatto di cui l’arbitro l’ha appunto ritenuto corresponsabile, non concedendogli l’avanzamento, aveva lasciato il bordo della pista visibilmente scocciato, prima ancora che la decisione fosse definitiva. L’oro sui 500 metri è andato al canadese Steven Dubois, che ha tagliato il traguardo davanti ai due fratelli olandesi Melle e Jens van ‘T Wout.

La nota della Federazione

“In seguito agli episodi che hanno coinvolto Pietro Sighel nelle tre gare individuali di short track ai Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, il Presidente della Federazione Italiana Sport del Ghiaccio, Andrea Gios, esprime profonda delusione e amarezza per quanto accaduto”, si legge all’inizio della nota.

“Abbiamo assistito a decisioni incoerenti e contraddittorie da parte dello stesso giudice nel trattamento riservato a Pietro Sighel nel corso di questa Olimpiade. La nostra opinione è stata confermata ed è condivisa anche da tecnici e dirigenti di altre nazioni presenti ai Giochi, che hanno espresso perplessità analoghe rispetto a quanto visto sul ghiaccio. Questo rende il quadro ancora più grave e preoccupante”, prosegue la dura presa di posizione della Federazione.

“La Federazione ritiene inoltre estremamente problematico il fatto che la International Skating Union non sia stata capace di intervenire nel corso dell’evento per porre fine a un operato del tutto fuori luogo. Comprendiamo i regolamenti e il ruolo degli ufficiali di gara, ma quando emergono elementi così evidenti di incoerenza, è doveroso intervenire per garantire equità durante l’evento stesso”.

“La Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ribadisce la propria totale vicinanza a Pietro Sighel, riconoscendo il valore di un atleta che è un patrimonio del pattinaggio italiano e internazionale. Pietro ha dimostrato sul ghiaccio il suo valore e siamo orgogliosi di lui. Speriamo e crediamo che Pietro, insieme ai suoi compagni di squadra, saprà reagire con determinazione e portare a casa una medaglia che meriterebbe pienamente, per sé e per tutto il movimento italiano dello short track”.

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