“Facciamo sempre più chilometri, ma prendiamo sempre meno soldi”. Lo dicono i rider della province di Torino, Novara, Vco e Varese che martedì mattina si sono dati appuntamento sotto la sede milanese di Deliveroo insieme ai rappresentanti locali della Nidil Cgil. “Siamo arrivati a fare anche venti chilometri per consegnare un panino” racconta Roberto, uno dei rider di Verbania che nello scorso dicembre avevano denunciato al Fatto Quotidiano le condizioni di lavoro alle quali erano sottoposti. “Ieri in tre ore ho fatto 80 chilometri portando a casa sedici euro” racconta Enrico, un rider di Torino. E c’è chi lavora tredici ore al giorno, sette giorni su sette per guadagnare 1600 euro. Ma la questione non riguarda solo le paghe e i chilometri. “Specialmente nelle aree montane, l’aumento dei chilometri – spiega al Fattoquotidiano.it Danilo Bonucci, segretario generale Nidil Cgil Torino – specialmente nelle ore notturne, comporta un aumento dei rischi per la sicurezza i rider”. Durante il presidio, una rappresentanza dei rider ha incontrato i vertici dell’azienda per confrontarsi con loro sulle questioni aperte. Un incontro che Bonucci definisce “positivo perché abbiamo riscontrato una disponibilità dell’azienda a trattare non solo la parte dei chilometraggi, ma anche quella economica. Alcune misure sono state messe già in pratica, ma vigileremo sul futuro”.
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