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Ultimo aggiornamento: 19:17

Referendum, lite Spataro-Di Pietro: “Non ci inginocchiamo davanti al potere”. “Pensi che io lo faccia?”. Su La7

Sul referendum sulla giustizia scontro al calor bianco tra Di Pietro e Spataro, rispettivamente sostenitori del Sì e del No
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Durissimo confronto a Omnibus (La7) tra Antonio Di Pietro, ex pm e sostenitore del Sì al referendum costituzionale sulla giustizia, e Armando Spataro, ex procuratore della Repubblica di Torino, già procuratore aggiunto a Milano e supporter del No. Il botta e risposta, durato quasi mezz’ora, verte sui nodi focali della riforma Nordio.
La polemica esplode quando Spataro ricorda questa è la peggiore riforma della giustizia mai avuta negli ultimi decenni, citando le parole della presidente del Consiglio Giorgia Meloni quando il 29 ottobre 2025 la Corte dei Conti bocciò la delibera del Cipess relativa al progetto definitivo del Ponte sullo Stretto di Messina (“È l’ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del governo e del Parlamento. La riforma costituzionale della giustizia e la riforma della Corte dei Conti rappresentano la risposta più adeguata a una intollerabile invadenza, che non fermerà l’azione di governo, sostenuta dal Parlamento”).

L’ex procuratore di Torino sottolinea: “In tutta Europa, dove c’è la separazione delle carriere, non c’è il pm indipendente, tranne che in Portogallo, dove ci sono altri problemi”.
“Da noi sì – insorge urlando Di Pietro – Non raccontare bugie”.
“Stai zitto e calmo, non fare il nevrastenico – replica ironicamente Spataro, che poi si rivolge alla conduttrice Alessandra Sardoni – Dica a questo signore di smetterla di gesticolare e mi faccia finire”.
E continua: “Se c’è il super-poliziotto, questo dipende dal governo che dà le indicazioni. È quello che si vuole qui in Italia. Pensate che il ministro Nordio ha citato come suo ideale il pm d’Inghilterra. Ma in Inghilterra il pm non esiste“.
Di Pietro interrompe nuovamente: “Ma bisogna cambiare la Costituzione”.

“Devi stare zitto – sbotta Spataro – Ma che modi! Mi auguro che, quando facevi il pm, tu fossi più attento e corretto“.
E aggiunge: “Nessuno, incluso Di Pietro, cita quella che è forse la norma più pericolosa di questa ‘controriforma’”.
L’ex magistrato cita l’articolo 8 della riforma costituzionale, che delega tutto il concreto alle leggi ordinarie da approvare entro un anno: “La norma dice: il Parlamento, entro un anno dalla data di entrata in vigore delle modifiche costituzionali, dovrà intervenire con leggi ordinarie attuative rimodulando la disciplina del Csm, nonché quelle in materia di ordinamento giudiziario, in materia disciplinare. Cioè – spiega – approvata questa controriforma, poi si passa alla maggioranza di turno che con legge ordinaria (quindi, con mozione di sfiducia e rifiuto di qualsiasi dialettica), approverà tutto quel cavolo che vuole“.

L’ex leader dell’Italia dei Valori dissente: “Armando, non puoi fare questo, hai una storia personale da difendere”.
“Gli dica di stare zitto”, ribatte Spataro rivolgendosi alla conduttrice. E ribadisce: “Io spero davvero che tu non facessi così il pm”.
Nel finale, Spataro mostra la Costituzione ed esprime il suo appello per il No, parole che fanno definitivamente infuriare Di Pietro: “Come ha detto il capo dell’Fbi James Comey, sotto processo da Trump, noi non ci dobbiamo inginocchiare. Ed è questo che chiedo ai cittadini: non ci inginocchiamo, per noi conta la Costituzione“.
“Perché pensi che io mi voglio inginocchiare? – urla Di Pietro – Io voglio difendere voi magistrati, voglio un magistrato più indipendente anche delle proprie correnti. Perché non l’avete risolto?”.
“Ancora con queste correnti? Ma smettila”, chiosa scherzosamente Spataro.

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A cura di Paolo Frosina
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