“L’Occidente è marcio, non ha più nessuno statuto etico. Ha starnazzato di democrazia andando a guardare in casa degli altri e non ha mai messo gli occhi nel sacco smisurato delle proprie infamie“. Ai microfoni di Battitori liberi, su Radio Cusano Campus, Moni Ovadia sceglie l’affondo più duro per intervenire sulla bufera che ha investito Francesca Albanese, relatrice speciale Onu per i territori palestinesi occupati. La polemica è nata da un video artatamente troncato e manipolato del suo intervento del 7 febbraio 2026 all’Al Jazeera Forum di Doha. Una frase mai pronunciata è diventata il fulcro delle accuse avanzate da deputati macronisti francesi, poi riprese anche in Italia e Germania. L’associazione Jurdi, a riguardo, ha presentato una denuncia alla Procura di Parigi contro il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot per “diffusione di false notizie”, sostenendo che le sue dichiarazioni abbiano esposto la relatrice a rischi e intaccato l’indipendenza delle Nazioni Unite.
Ovadia puntualizza fermamente: “Francesca Albanese è anche una mia carissima amica, è una donna straordinaria, di una competenza e di una onestà intellettuale come io rarissimamente ho incontrato nella mia vita. E affronta tutte queste aggressioni a testa alta, giustamente, perché quelle accuse sono solo squallidi pretesti. Francesca Albanese – continua – fa i suoi rapporti sulla base della conoscenza e del diritto internazionale, però questo non piace a coloro che del diritto internazionale hanno fatto carne di porco. E quindi la attaccano perché temono il confronto, nel quale verrebbe fuori tutta la verità che Francesca Albanese in anni di lavoro, a cui ha dedicato se stessa, ha fatto emergere. Lei ha stanato l’infamia dell’Occidente”.
Lo scrittore aggiunge: “L’Occidente ha diffuso guerre dappertutto, ha fatto 20 sanzioni contro la Federazione Russa, ma a Israele, che ha violato tutte le risoluzioni dell’Onu e le convenzioni di Ginevra, neanche un leggero rimprovero. E allora se la prendono con Albanese, perché lei ha rivelato semplicemente la verità e la verità è diventata davvero pericolosa. Ma io cito una frase evangelica: la verità vi rende liberi. Francesca ci dona libertà perché ci dà verità, il suo coraggio è straordinario. È un’infamia questo attacco, si vergogneranno tutti – rincara – Ma questi sono uomini che non sanno più cos’è la vergogna, né l’onore. Per loro vale la frase di Churchill, quella che rivolse a quelli della conferenza di Monaco: “Vi è stata data la scelta tra la guerra e il disonore. Avete scelto il disonore, e avrete la guerra“. Questi sedicenti politici, queste caricature ridicole non hanno veramente neanche il più lontano senso dell’onore e sanno solo combinare catastrofi”.
Nel passaggio più ampio della conversazione, lo scrittore evoca anche le parole del patriarca latino di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa, che definisce il cosiddetto “Board of Peace” un’“operazione colonialista”: “Non ci sono i palestinesi, non si può concepire una vergogna più grande di questa. Che il popolo palestinese, nel suo martirio che è sotto gli occhi di tutti, non abbia giustizia e pace e soprattutto l’autodeterminazione alla sua terra è un crimine fra i più grandi di tutta la storia dell’umanità, che si ritorcerà contro i criminali che hanno abbandonato un intero popolo“.
Alla domanda sul futuro di Israele, Ovadia non chiude alla possibilità di un cambio di rotta e cita la storica Anna Foa e il suo libro “Il suicidio di Israele”. “Se Israele non vuole finire in una maniera catastrofica, a mio parere, deve arrivare a una rottura di questo suo cammino, che Anna Foa ha chiamato suicida, per accedere all’unica soluzione vera, non ‘appappocchiata’. Ovvero uno Stato unico, democratico, laico per tutti gli abitanti della Palestina ex mandataria. Uno Stato laico – spiega – dove un ebreo possa serenamente andare a pregare al Muro del Pianto, come un musulmano alla Spianata delle Moschee, un cristiano al Sepolcro, insieme a beduini, drusi e a tutti gli altri cittadini. Uno Stato che veramente si incammini in un futuro di pace. Ogni trucco, ogni appappocchiamento non sarà una pace, ma quello che in inglese si chiama ‘appeasement’, cioè una pacificazione apparente che preparerà nuove guerre”.
Infine, respinge le accuse di protagonismo rivolte alla relatrice Onu: “Francesca Albanese è una gran donna con una bellissima famiglia ed è appassionata. Quindi, se c’è qualche piccola sbavatura è dovuta alla passione, non al protagonismo. L’ho conosciuta, è un’incantevole donna della nostra Irpinia. Io invito chiunque a incontrarla e ad avere un confronto civile con lei”.