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Il bimbo del “cuore bruciato” non è più trapiantabile: il verdetto dei medici dell’ospedale Bambin Gesù

L'annuncio del legale della famiglia a "Mi manda Raitre": il consulto richiesto ai medici di Roma spegne le speranze di un nuovo intervento per il piccolo ricoverato al Monaldi
Il bimbo del “cuore bruciato” non è più trapiantabile: il verdetto dei medici dell’ospedale Bambin Gesù
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Non ci sono più le condizioni cliniche per tentare un nuovo intervento salvavita. È questo il parere espresso dai medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma in merito al caso del bambino ricoverato all’Ospedale Monaldi di Napoli, noto alle cronache per la vicenda del cosiddetto “cuore bruciato”. Secondo il consulto richiesto dalla famiglia alla struttura capitolina, il piccolo paziente “non è più trapiantabile”.

L’annuncio in tv

La notizia è stata confermata ufficialmente da Francesco Petruzzi, l’avvocato che assiste i genitori del bambino. Intervenuto in collegamento durante la trasmissione televisiva “Mi manda Raitre”, il legale ha riportato l’esito della valutazione specialistica esterna che la famiglia aveva sollecitato per capire se vi fossero ancora margini per un secondo trapianto. “Secondo l’ospedale Bambino Gesù il bambino non è più trapiantabile”, ha dichiarato Petruzzi, mettendo fine alle speranze di una risoluzione chirurgica della drammatica vicenda.

Il caso del Monaldi

Il bambino si trova attualmente ricoverato presso la struttura ospedaliera napoletana, dove era stato sottoposto a un primo tentativo di trapianto cardiaco. L’operazione era fallita a causa di un danno irreversibile all’organo donato: secondo le ricostruzioni e le denunce presentate, il cuore avrebbe subito una lesione, definita “bruciatura”, probabilmente causata da uno shock termico o da un malfunzionamento delle apparecchiature utilizzate per la conservazione o la riattivazione dell’organo. L’episodio ha dato il via a un’inchiesta per accertare le responsabilità mediche e tecniche dell’accaduto. Nel frattempo, le condizioni del piccolo paziente si sono aggravate al punto da rendere impossibile, secondo il parere dei medici romani, procedere con un nuovo tentativo di sostituzione dell’organo.

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