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In principio furono Terry Kubicka e Surya Bonaly, così Ilia Malinin riporta sul ghiaccio lo spettacolare backflip

Il fenomeno americano di origine uzbeka, classe 2004, ha segnato la storia del pattinaggio con il primo quadruplo Axel in gara ufficiale e l’esibizione del backflip legale, rendendo omaggio alla sfida pionieristica della pattinatrice francese e riscrivendo i limiti della disciplina
In principio furono Terry Kubicka e Surya Bonaly, così Ilia Malinin riporta sul ghiaccio lo spettacolare backflip
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In principio fu Terry Kubicka: nel 1976, alle Olimpiadi, riuscì a completare un backflip sul ghiaccio atterrando su entrambi i pattini, un gesto mozzafiato che però venne subito bandito per la sua pericolosità. Ma fu la splendida pattinatrice francese Surya Bonaly, ai Giochi di Nagano del 1998, a trasformare quel salto in un atto di sfida: atterrò su un solo pattino, sfidando la gravità e le regole, consapevole che la giuria le avrebbe tolto punti. Quel gesto rimase per anni simbolo di coraggio, ribellione e delle ingiustizie subite da un’atleta di colore in un mondo sportivo spesso chiuso e tradizionalista.

Il backflip, per decenni proibito, è tornato finalmente legale solo nel 2024, aprendo la strada a Ilia Malinin che stasera è candidato alla conquista dell’oro nell’individuale maschile di Milano Cortina. Il giovane fenomeno staunitense lo ha inserito nei suoi programmi ufficiali, trasformandolo in un elemento spettacolare capace di incantare pubblico e giuria, pur senza assegnare punti. Malinin non si limita a ripetere il gesto storico: lo innesta in un repertorio di altissima difficoltà tecnica, completando i suoi programmi con quadrupli e combinazioni per altri impossibili.

Nato il 2 dicembre 2004 a Fairfax, Virginia, da genitori uzbeki campioni di pattinaggio — Tatjana Malinina, dieci volte campionessa nazionale e vincitrice internazionale, e Roman Skorniakov, sette volte campione nazionale — Ilia cresce immerso in una cultura tecnica d’eccellenza. I genitori scelgono il cognome materno nella forma maschile per semplificarne la pronuncia negli Stati Uniti, e a casa parla russo. Dopo il corto aveva postato il video del padre, che è anche suo allenatore, con la parola Dad e un cuore.

Considerato “il dio dei quadrupli”, Malinin è stato però il primo a eseguire un quadruplo Axel in gara ufficiale nel settembre 2022, replicandolo poi a Skate America. A 21 anni vanta già due titoli iridati senior e un oro olimpico nel Team Event, in cui ha trascinato gli Stati Uniti davanti a Giappone e Italia. Non è solo un saltatore: il suo pattinaggio combina velocità, tecnica, copertura del ghiaccio e capacità artistica. I suoi programmi liberi possono includere fino a sette quadrupli, combinazioni complesse di Flip, Lutz, Loop, Salchow e Toe loop, e il backflip, elemento spettacolare e legale dal 2024, che incanta il pubblico senza aggiungere punti. Sul ghiaccio non cerca soltanto di vincere: prova a restare un istante in più sospeso, dove la gravità smette di essere legge e diventa dettaglio.

Malinin – con la sua sveglia tardi la mattina il pigiama da adolescente e un talento adamantino – rappresenta anche un ponte tra tradizione e innovazione: scuola di fatto russa e fisicità americana, rispetto del passato e spinta verso il futuro. È la dimostrazione che, nel pattinaggio, il talento può riscrivere la storia, rendendo naturale ciò che un tempo sembrava impossibile. Il salto mortale è diventato così un ponte tra epoche: dalla proibizione alla riabilitazione, dalla ribellione individuale alla consacrazione regolamentare.

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