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Ultimo aggiornamento: 16:13

Caso Pucci, Bocchino attacca la sinistra ma inciampa: confonde Biagi con Montanelli e Travaglio lo corregge in diretta su La7

Duello acceso tra Travaglio e Bocchino sulla Rai meloniana, poi la gaffe dell'ex parlamentare sui due maestri del giornalismo italiano
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Botta e risposta a Otto e mezzo (La7) tra il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, e l’ex parlamentare del Pdl, Italo Bocchino, sul caso Pucci e Petrecca in Rai. Il direttore editoriale del Secolo d’Italia difende a spada tratta l’intervento a gamba tesa della premier Giorgia Meloni e del presidente del Senato Ignazio La Russa: “Non sono intervenuti per occuparsi di un comico, ma per criticare una censura“.
Insorge immediatamente la conduttrice Lilli Gruber: “Ma dove è stata la censura? Non mi dire censura perché non c’è stata. Pucci ha deciso autonomamente di ritirarsi e di declinare l’invito per Sanremo“.
“Pucci è stato sostanzialmente aggredito – ribatte Bocchino – È stato attaccato sui giornali, sui siti, sui social e dalla sinistra, che ha detto: ‘Che vergogna, hanno invitato questo Pucci’. Se c’è un comico di destra è uno sguaiato, se invece dice battute un po’ colorite un comico di sinistra, è satira”.
“Ma quale sinistra – obietta Gruber – è intervenuto solo un esponente del Pd della Commissione parlamentare della Vigilanza Rai, non la sinistra”.
L’ex deputato rilancia: “Adesso scopro che la Rai è diventata un disastro. A me non sembra, intanto ricordatevi cosa è stata la Rai per decenni governata dalla sinistra, lottizzazione su lottizzazione, clientelismo su clientelismo”.

A quel punto, Travaglio gli ricorda: “Ma Berlusconi non metteva i suoi? Non ho capito, tutti questi decenni? Hai assaggiato anche tu le bastonate della Rai berlusconiana. Quando i finiani uscirono dal Pdl, vi menarono come fabbri, perché Berlusconi lottizzava essendo proprietario anche di Mediaset. Quindi, diciamo che la Rai è stata lottizzata dalla destra alla grande”.
Poi la replica di Bocchino che diventa gaffe: “Tu ti definisci allievo di Indro Montanelli”.
“Mai detto”, risponde il direttore del Fatto.
Bocchino continua: “Montanelli diceva che in Rai bisognava assumere un democristiano, un comunista, un socialista e poi si poteva assumere uno bravo”.
Quello era Enzo Biagi, non Montanelli“, commenta Travaglio.

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