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Arianna Fontana, un argento che la porta tra le leggende delle Olimpiadi: eguagliato il record di Mangiarotti

La 36enne valtellinese conquista la 13esima medaglia ai Giochi: dietro l'imbattibile Velzeboer, fa valere tutta la sua esperienza per tornare ancora sul podio. E ora può puntare ad altri primati
Arianna Fontana, un argento che la porta tra le leggende delle Olimpiadi: eguagliato il record di Mangiarotti
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Leggenda. Non ci sono altri aggettivi per descrivere Arianna Fontana. Dopo il magnifico oro con la staffetta mista, l’azzurra ha conquistato l’argento nei 500 metri femminili di short track. Argento che era il massimo possibile, visto che l’olandese Xandra Velzeboer ha dominato la scena fin dai quarti con tanto di record del mondo in semifinale. Ma soprattutto è un argento che le consente di raggiungere le 13 medaglie olimpiche dello schermidore Edoardo Mangiarotti, il miglior azzurro di sempre tra Olimpiadi Estive e Invernali. E ora l’obiettivo diventa vincerne ancora una nelle prossime gare per diventare definitivamente la numero uno italiana nella storia dei Giochi.

Fontana arrivava da due ori consecutivi nei 500 metri olimpici, dopo i trionfi di Pyeongchang 2018 e Pechino 2022. Questa volta si è dovuta accontentare dell’argento, ma lo ha fatto a 36 anni e grazie a tutta la sua esperienza, che le ha permesso di tenere dietro la canadese Courtney Sarault, bronzo, e l’altra olandese Selma Poutsma. Mentre Velzeboer volava verso l’oro, infatti, Fontana ha dovuto resistere all’attacco delle rivali negli ultimi due giri e lo ha fatto in modo magistrale consacrandosi ancora una volta nell’Olimpo dello short track. Sport in cui è nettamente la più medagliata di sempre a livello mondiale, davanti al coreano Viktor An che vanta 8 allori a cinque cerchi. Inoltre, si porta a meno due dalla fondista norvegese Marit Bjørgen, che con 15 medaglie olimpiche è la primatista di ogni tempo. Come Fontana a 13 c’è la pattinatrice di pista lunga olandese Ireen Wüst.

Tornando alla gara, nei quarti Fontana ha avuto la fortuna di capitare nella batteria di Velzeboer, di cui ha preso subito la scia chiudendo seconda e garantendosi la stessa situazione in semifinale. Strategia perfetta per l’azzurra, che così ha potuto gestire nel migliore dei modi anche la semifinale, ancora succhiando la scia della Velzeboer, che con un ritmo forsennato ha stampato il nuovo record del mondo in 41”399, con Fontana seconda in 41”521, altro tempo eccezionale. La finale poi è già storia e ancora una volta ha premiato il talento della pattinatrice valtellinese.

Al maschile, nei 1000 metri Pietro Sighel dopo aver vinto il proprio quarto di finale, è stato squalificato per via di un contatto nelle fasi iniziali tra il suo pattino sinistro e quello destro del polacco Michal Niewinski. La penalità è stata accolta dai fischi del pubblico della Milano Ice Skating Arena, che non ha gradito la decisione dei giudici. Scelta che è stata presa perché Sighel si è infilato davanti al polacco tagliandogli leggermente la traiettoria e provocandone la caduta. Ma si è trattato di un contatto involontario, non intenzionale e di solito quando il contatto è solo tra le lame e non anche con il corpo viene avanzato l’atleta caduto, ma non penalizzato l’altro. Per questo la squalifica è parsa eccessiva, anche se il trentino avrebbe potuto non rischiare e completare il sorpasso poco dopo in sicurezza. Non resta che sperare che questa delusione gli dia ancora più carica per rifarsi nelle prossime prove, a partire da sabato 14 quando sarà impegnato nei 1.500 metri. “Non sono d’accordo con questa penalità – ha dichiarato Sighel post gara ai microfoni di Eurosport – perché come mi ha detto Niewinski a fine gara, non ha sentito il contatto con il corpo, ma solo con le lame. In questi casi, ci sono solo avanzamenti per l’atleta che cade, ma hanno deciso di darmi la penalità. Sentivo di essere davanti a lui, per questo ho chiuso la traiettoria, ma purtroppo ci siamo toccati con i pattini. È successo, non sono d’accordo con la decisione. Io e gli arbitri abbiamo visto cose diverse”.

Per quanto riguarda gli altri italiani in gara, Thomas Nadalini è caduto nell’ultima curva del proprio quarto, mentre tentava il sorpasso all’interno del cinese Shaoang Liu, che sarebbe valso la qualifica alla semifinale. Terzo posto e niente semifinale anche per Luca Spechenhauser, che dopo essere rimasto secondo per l’intera, è stato superato nell’ultima curva dal coreano Jongun Rim. Out nei quarti anche Chiara Betti nei 500 femminili. La trentina ha lottato nella propria batteria, non riuscendo però ad acciuffare la terza piazza che, grazie al tempo ottenuto, le avrebbe dato il ripescaggio in semifinale.

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