Le associazioni Enpa, Lav, Lndc Animal Protection, Wwf Italia e Fondazione Capellino chiedono al Senato della Repubblica di fermare il percorso che porta al declassamento della tutela del lupo, giudicata “una scelta priva di basi scientifiche e giuridiche e potenzialmente devastante per la biodiversità e la convivenza nei territori”. Al termine della conferenza stampa a Palazzo Madama, le associazioni hanno indicato cinque richieste per affrontare il tema della presenza del lupo in Italia: moratoria immediata sul declassamento, intervento del ministro dell’Agricoltura sulle Regioni per la prevenzione delle predazioni, applicazione della legge 281/1991 per la prevenzione del randagismo, rifusione integrale dei danni agli allevatori, campagna nazionale su etologia e convivenza.
Nel corso della conferenza stampa, introdotta dal Senatore Peppe De Cristofaro (Avs), sono intervenuti Anna Maria Procacci (Enpa), Edgar Meyer (Fondazione Capellino), Massimo Vitturi (Lav), Michele Pezone (Lndc Animal Protection) e Domenico Aiello (Wwf Italia, il cui intervento è proposto più sopra, in video). “Il lupo non è un nemico – dichiarano le associazioni – ma un elemento fondamentale degli ecosistemi. Il declassamento della sua tutela, previsto nella legge di Delegazione Europea attualmente in discussione, è un atto sbagliato e pericoloso, che rischia di riportare indietro di decenni il diritto ambientale e la protezione della fauna selvatica. Chiediamo al Senato di ascoltare le ragioni della scienza, della legalità e della convivenza prima di assumere decisioni affrettate – concludono le associazioni -. Tutelare il lupo significa tutelare il futuro ambientale del Paese. La convivenza è necessaria, doverosa e possibile come dimostrano gli allevatori virtuosi che adottano i metodi di prevenzione dalle predazioni”.