Al referendum Marina Berlusconi voterà sì “per spezzare il giogo che soffoca tutti”. E dà un’altra botta a Tajani: “Serve rinnovamento”
Marina Berlusconi voterà sì al referendum sulla separazione delle carriere. Poca sorpresa, si dirà: la presidente di Fininvest e Mondadori precisa però che non lo fa “per il cognome” né “per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”. Per la primogenita del Caveliere con questo voto si può – testuale – “spezzare un giogo che soffoca tutti”. “Mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria – dice in un’intervista al Corriere della Sera -. Ma non ragiono per rivalsa, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine. Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”. Per Marina Berlusconi “a questo dovrebbero servire i referendum: a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera terzietà dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”.
Da elettrice di Forza Italia, oltre che “titolare” del partito, Marina Berlusconi ha un pensiero anche per il segretario Antonio Tajani. E non sembra che Berlusconi parli di un contratto a tempo indeterminato. “Penso che a Tajani noi elettori di Forza Italia dovremmo solo esprimere gratitudine e apprezzamento per quello che ha fatto e che continua a fare. Ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo. Adesso inevitabilmente comincia una fase nuova, in cui bisogna guardare avanti e costruire il futuro. Sono certa che il primo a saperlo e a volerlo fare sia proprio lui“. Domanda di rito: è il momento di raccogliere il testimone del padre anche in politica? “Ancora questa storia… – risponde – il mio lavoro è un altro. Anzi, mi lasci dire che sono orgogliosa di quello che stiamo facendo. Mondadori è solida e si conferma un presidio di qualità e pluralismo; Mediolanum ha chiuso un anno record grazie all’ottimo lavoro di Massimo Doris. E mio fratello Pier Silvio con Mediaset continua a fare numeri eccellenti, mentre il sogno di una tv europea con la testa in Italia è divenuto realtà”.
L’intervista a Marina Berlusconi produce il consueto coro di plaudenti, dal presidente della Calabria Roberto Occhiuto (“chiarezza e incisività”) al deputato Alessandro Cattaneo (“un riferimento per tutti”) alla vicepresidente del Senato Licia Ronzulli: “Come sempre, Marina ha grande visione politica e culturale, traccia un perimetro chiaro sui grandi temi: giustizia, liberalismo, atlantismo”. A commentare è anche lo stesso Tajani e la sua sembra una replica, a cui aveva dovuto fare ricorso quando a esprimere i concetti di Marina Berlusconi era stato il fratello Piersilvio: “Il rinnovamento di Forza Italia è da un pezzo che lo stiamo facendo, da quando sono diventato segretario – dice -. Quindi andiamo avanti con l’elezione diretta della classe dirigente, a cominciare dal segretario, il vero rinnovamento è quello. Ci sono i congressi regionali, adesso facciamo una campagna per il referendum, poi ci sarà il congresso nazionale che eleggerà il nuovo segretario che porterà il partito alle elezioni del 2027. Il rinnovamento è già in atto, quindi bene rinnovare e cambiare, assolutamente sì. Rimanendo sempre fedeli ai nostri valori. La novità è proprio questa, l’elezione di tutta la classe dirigente dal basso con gli iscritti. Quindi bene tutti gli stimoli al rinnovamento, sono più che positivi”.