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“Indosso l’orecchino di Marco alle Olimpiadi. È il coraggio di attaccare quando nessuno osa”: il tributo di Jacquelin per Pantani

Il biathleta francese ha ricevuto l'accessorio in prestito dalla famiglia del Pirata: "Marco è colui che mi ha ispirato a praticare sport. La voglia di osare, di andare contro ogni previsione"
“Indosso l’orecchino di Marco alle Olimpiadi. È il coraggio di attaccare quando nessuno osa”: il tributo di Jacquelin per Pantani
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Il Pirata non viene mai dimenticato, nemmeno alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Perché Marco Pantani non rappresenta solo un campione del ciclismo, ma un modo di vivere lo sport. “Volevo essere come lui. Non solo vincere gare, ma provare emozione e farla provare agli altri. Fare rimonte spettacolari. Essere audace“, ha scritto in un lungo post su Instagram Emilien Jacquelin. Francese, 30 anni, campione del biathlon, durante le gare di Milano-Cortina porterà l’orecchino originale che fu di Pantani, che ha ricevuto in prestito direttamente dalla famiglia del campione di Cesenatico.

“Durante queste due settimane di Olimpiadi, indosserò l’orecchino di Marco. La sua famiglia me lo presta”, ha annunciato Jacquelin. Che ha spiegato le ragioni della sua scelta: “Attraverso questo orecchino, questo accessorio che lo ha reso così unico, non è solo Marco a risuonare in me, ma un’idea di competizione: audacia, brio, il coraggio di attaccare quando nessun altro osa”. Uno splendido modo per ricordare Pantani e per rendergli omaggio.

Jacquelin d’altronde racconta che Pantani è il suo idolo d’infanzia: “Marco è colui che mi ha ispirato a praticare sport. Il suo brio. Il suo carattere. Le sue fughe solitarie. Il Galibier. La doppietta Giro-Tour del 1998″. Quel Tour rimasto iconico, leggendario, Jacquelin lo ha rivisto decine di volte, grazie a una videocassetta comprata dal padre: “Da allora, non ho mai smesso di ammirare questo Pirata”. E non importa che sia ciclismo o biathlon, non importa se ci siano i pedali o gli sci di fondo: “La sua storia ha instillato nei bambini l‘amore per lo sport, la voglia di superare i propri limiti, di osare, di andare contro ogni previsione“.

Jacquelin nel suo post ha ricordato che durante le Olimpiadi cadrà anche l’anniversario della morte di Pantani, avvenuta il 14 febbraio 2004. E poi ha voluto ringraziare la famiglia: “Grazie a Tonina Pantani, Paolo Pantani e Sergio Piumetto per aver permesso al piccolo Emilien di vivere il suo sogno: correre in Italia alle Olimpiadi, con Marco al mio fianco”. E chissà che, attraverso il suo orecchino e la classe di Jacquelin, il Pirata non riesca in qualche modo anche a salire sul podio dei Giochi invernali.

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