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Crans-Montana, l’ex responsabile della sicurezza indagato non aveva brevetto antincendio: “Controlli? Sostituzione software li ha rallentati”

Per quasi sei anni il bar dove è scoppiato l'incendio, costato la vita a 41 ragazzi e ragazze, non è stato controllato. All'indagato sequestrato - a sorpresa - il cellulare durante l'interrogatorio
Crans-Montana, l’ex responsabile della sicurezza indagato non aveva brevetto antincendio: “Controlli? Sostituzione software li ha rallentati”
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I mancati controlli al Constellation di Crans-Montana per sei anni? Dovuti a “problemi di aggiornamento del sistema informatico”. Proseguono le indagini sul rogo di Capodanno costato la vita a 41 persone e provocato 115 feriti. Oggi davanti ai pm è stato convocato Christophe Balet, responsabile della sicurezza pubblica del Comune, indagato nell’inchiesta. Durante l’interrogatorio, in corso a Sion davanti alla vice procuratrice generale del Cantone Vallese, Catherine Seppey, è emerso che Balet non possiede il brevetto di prevenzione incendi, ma solo quelli relativi alla sicurezza e alla salute. Al momento non è chiaro se tale certificazione fosse obbligatoria per il ruolo ricoperto, ma con il passare delle settimane la posizione del comune appare sembra più compromessa.

Il funzionario ha riferito che il buco di sei anni nei controlli di sicurezza, dal 2019 al 2025, sarebbe stato causato da problemi di aggiornamento del sistema informatico che gestisce le procedure di ispezione. La sostituzione del software, ha spiegato, ha ritardato l’aggiornamento dei file sulle verifiche dell’edificio. Un ritardo che ha permesso ai coniugi Moretti, durante i loro interrogatori, di dire che per l’ente pubblico non c’erano problemi di sicurezza e non c’erano state contestazioni o prescrizioni.

Balet, in carica dal 2014, è il primo funzionario comunale sentito come indagato dopo l’allargamento dell’inchiesta, che riguarda anche il suo predecessore. Il Comune è finito sotto accusa per i mancati controlli, come confermato dallo stesso sindaco, che ha ammesso che non venivano eseguiti appunto da cinque anni. Il 3 gennaio scorso Balet aveva trasmesso agli investigatori un ampio dossier contenente mappe, planimetrie, lettere e documenti amministrativi relativi all’edificio del Constellation, dalla sua costruzione nel 1967 fino a oggi. All’audizione partecipano diverse decine di avvocati che rappresentano le famiglie delle vittime.

La procura del Vallese ha sequestrato solo oggi il suo cellulare. Il piccolo colpo di scena si è verificato proprio durante l’interrogatorio dell’uomo. Il sequestro – è stato spiegato – si è reso necessario per l’esame dei dati e dei file contenuti nello smartphone. Balet, che nel passato ha svolto anche la funzione di capo dei pompieri in alcune località del Vallese, è risultato sprovvisto del brevetto antincendio perché – ha ammesso lui stesso – non ha superato l’esame al termine dell’apposito corso di formazione..

Jacques Moretti, arrivando al campus universitario dove si svolge l’interrogatorio, ha dichiarato: “Siamo annientati. Penso ogni istante alle vittime” e ha aggiunto di aspettarsi “molto” dall’audizione. Le dichiarazioni di Balet torneranno utili alla difesa dei due coniugi.

Sul fronte dell’assistenza alle vittime, il presidente della Confederazione svizzera, Guy Parmelin, ha visitato questa mattina i feriti ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano. “Sono venuto oggi per fare visita ai feriti e alle loro famiglie, per esprimere il pieno sostegno della Svizzera e della Confederazione. Non vogliamo lasciare indietro nessuno”, ha dichiarato Parmelin, ringraziando le autorità e i medici italiani per la collaborazione: “Ho potuto parlare con il responsabile sanitario, che ha definito eccellente la cooperazione medica, e intendiamo rafforzarla in futuro. È stato molto toccante”.

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