Nordio e la riunione segreta sulle riforme della giustizia. La linea del ministro: non indisporre i giudici, tutto rimandato a dopo il referendum
“Sono molto ottimista, ma dobbiamo impegnarci tutti a non fare riforme che possano creare frizioni coi giudici proprio adesso”. Sono da poco passate le 11 di giovedì mattina e il ministro della Giustizia Carlo Nordio prende la parola nella sala riunioni di via Arenula dove ha convocato una riunione riservata di maggioranza in vista del referendum sulla separazione delle carriere e sulle riforme della giustizia che il governo vuole portare avanti fino a fine legislatura. Intorno al tavolo ci sono i capigruppo di maggioranza al Senato Maurizio Gasparri, Lucio Malan, Massimiliano Romeo, Mikaela Biancofiore, il presidente della commissione Giustizia della Camera Ciro Maschio e diversi deputati e senatori della commissione oltre ai tre sottosegretari Francesco Paolo Sisto, Andrea Ostellari e Andrea Delmastro.
Un giro di tavolo per decidere il calendario delle prossime settimane. Le riforme su cui si andrà avanti prima del referendum sono due: la legge delega sulla professione forense chiesta da Fratelli d’Italia e la nuova organizzazione delle circoscrizioni giudiziarie spinta dalla Lega che istituirà il nuovo tribunalino di Bassano del Grappa voluto dal sottosegretario Ostellari e dal Guardasigilli Nordio. Su quest’ultima norma però, viste le rimostranze di Forza Italia, si procederà sono con le audizioni. Le riforme della prescrizione e della limitazione del sequestro degli smartphone volute da Forza Italia invece saranno approvate dopo il referendum.
Sulla campagna referendaria invece il ministro della Giustizia Nordio si è detto “ottimista” sul successo e ha aggiunto che bisogna evitare di fare riforme che possano far irritare i magistrati nel pieno della campagna referendaria. Tutto rinviato a dopo il voto.