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Il serial killer Vasile Frumuzache tenta di evadere dal carcere: è accusato di aver ucciso e nascosto il corpo di due donne

Il 32enne romeno aveva confessato l’omicidio volontario e l’occultamento di cadavere di Maria Denisa Paun e Ana Maria Andrei: ha tentato di calarsi con le lenzuola
Il serial killer Vasile Frumuzache tenta di evadere dal carcere: è accusato di aver ucciso e nascosto il corpo di due donne
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Tentata evasione nella mattina del 4 febbraio dal carcere Sollicciano di Firenze, dove il romeno Vasile Frumuzache, accusato degli omicidi di prostitute fra Prato e Montecatini, ha provato a fuggire durante l’ora d’aria. Secondo quanto riferito dal sindacato di polizia penitenziaria Osapp, il detenuto ha tentato l’evasione verso le 10 ed “è riuscito a scavalcare prima il muro dei passeggi e poi quello di cinta usando una corda rudimentale ricavata, pare, da lenzuola per scalare la parete”.

Il gesto è stato sventato dall’unico agente penitenziario di pattuglia che stava guidando nel perimetro del carcere per fare un giro di ronda. Dopodiché, il 32enne romeno è stato bloccato e riportato in cella dal poliziotto. Stando alla ricostruzione, se Frumuzache fosse riuscito a superare completamente anche il secondo muro, “poi avrebbe attraversato un tratto di terreno e avrebbe potuto raggiungere e superare l’alta recinzione metallica esterna, scappando nei campi intorno al carcere di Sollicciano”.

Frumuzache aveva confessato l’omicidio volontario e l’occultamento di cadavere di due donne, entrambe escort: Maria Denisa Paun, 30 anni, decapitata dopo un incontro sessuale a pagamento nella notte tra il 15 e il 16 maggio scorsi a Prato, e Ana Maria Andrei, 28 anni, scomparsa da Montecatini Terme il 1º agosto 2024 e ritrovata in un campo alla periferia della città. A breve inizierà il processo a suo carico per i due femminicidi.

“Pieno apprezzamento per l’operato dell’agente”, ha affermato in un comunicato il delegato nazionale del sindacato, Canio Colangelo, che ha espresso anche “forti perplessità sulle capacità organizzative e sulla sicurezza della struttura che, anche in questo caso, ha dimostrato di essere una groviera”. E ha concluso: ““Ci si domanda infatti come ha potuto un detenuto che dovrebbe essere super sorvegliato per motivi di sicurezza e anche di incolumità rendersi autore di una tale azione”.

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