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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 15:20

Cancellato il volto di Meloni dall’affresco a San Lorenzo in Lucina. Il restauratore: “Me lo ha chiesto il Vaticano”. E ammette: “Era la premier”

"La Curia ha voluto così e io l’ho cancellato", dice Bruno Valentinetti. Mentre il parroco della basilica spiega: "C'era una processione di persone che venivano per vederlo, non per ascoltare la messa o pregare"
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Dopo giorni di polemiche, come da attese è scomparsa la faccia della presidente del Consiglio Giorgia Meloni che il sagrestano e sedicente “restauratore” Bruno Valentinetti aveva disegnato al posto di quella di un cherubino in un affresco della cappella laterale della Basilica di San Lorenzo in Lucina. “L’ho coperto perché me lo ha detto il Vaticano“, fa sapere a Repubblica lo stesso Valentinetti. “Ieri sera l’ho cancellato. A me non interessa, continuo a dire che non era la premier, ma la Curia ha voluto così e io l’ho cancellato”. Pochi minuti dopo però ritratta: “Va bene, era Meloni, ma sulla falsa riga del dipinto che c’era prima”.

“Ho sempre detto che se fosse stato divisivo lo avremmo fatto”, spiega dal canto suo all’Ansa il parroco di San Lorenzo in Lucina, monsignor Daniele Micheletti. “E poi c’era una processione di persone che venivano per vederlo, non per ascoltare la messa o pregare”.

La soprintendenza speciale di Roma da giorni sta raccogliendo documentazione sul dipinto della cappella del Crocifisso realizzato nel 2000. Evidentemente è emerso che l’originale era molto diverso, come anticipato ieri dal responsabile della comunicazione del Vicariato di Roma, padre Giulio Albanese. Quindi, come ricostruisce il sito del quotidiano romano, è partita una serie di “colloqui, telefonate, riunioni tra la soprintendenza, l’ente proprietario che è il Fondo edifici di culto, l’ufficio per l’edilizia di culto del vicariato di Roma e monsignor Daniele Micheletti, parroco di San Lorenzo in Lucina” che “hanno portato alla cancellazione del volto della premier dal dipinto”. Ora l’obiettivo è ripristinare l’immagine nella sua forma originale.

Per qualsiasi intervento di ripristino è però necessaria una richiesta di autorizzazione al Fondo edifici di culto del Ministero dell’Interno, proprietario dell’immobile, al Vicariato, e alla Soprintendenza Speciale di Roma con accluso bozzetto dell’immagine, ha fatto sapere il Soprintendente Speciale di Roma Daniela Porro in accordo con il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

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