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Pacchetto Sicurezza, l’ok slitta a giovedì: non ci sarà la cauzione per le piazze. La Lega protesta: “Misura necessaria”

Il decreto e il disegno di legge firmati da Piantedosi saranno all'ordine del giorno del Consiglio dei ministri di dopodomani. Ancora in bilico il fermo preventivo di 12 ore
Pacchetto Sicurezza, l’ok slitta a giovedì: non ci sarà la cauzione per le piazze. La Lega protesta: “Misura necessaria”
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Sarà giovedì alle 17 il Consiglio dei ministri – atteso in un primo momento per domani – che dovrebbe avere all’ordine del giorno il nuovo pacchetto Sicurezza, un decreto-legge e un disegno di legge firmati dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sulla cui approvazione il governo ha scelto di accelerare come reazione alla guerriglia urbana di sabato a Torino. Nel decreto-legge dovrebbero entrare la stretta sul porto e la vendita ai minorenni di coltelli – decisa sull’onda del caso del minorenne ucciso a La Spezia – così come lo scudo penale pensato per le forze dell’ordine, che prevede la non iscrizione nel registro degli indagati quando una lesione o un omicidio potrebbe essere stato compiuto per legittima difesa. Rimarrà fuori, quantomeno dal decreto, il fermo preventivo di 12 ore (senza interlocuzione con la magistratura) nei confronti di manifestanti sospettati di essere pericolosi: sul tema è ancora in corso un confronto tra il governo e il Quirinale, che solleva dubbi di costituzionalità (condivisi da alcuni importanti studiosi sentiti dal Fatto). La norma è richiesta in particolare dalla Lega, con il leader e vicepremier Matteo Salvini che si era spinto a ipotizzare di estendere la durata del fermo a 48 ore.

Nella bozza del pacchetto non è ufficialmente mai entrata un’altra misura su cui insiste il Carroccio, la previsione di una cauzione a carico degli organizzatori delle manifestazioni di piazza per risarcire eventuali danni. E su questo tema, martedì mattina, il partito sceglie di aprire una polemica mediatica col resto della maggioranza: “Per la Lega è fondamentale un pacchetto sicurezza che garantisca i cittadini perbene e le forze dell’ordine. Tra le misure necessarie, c’è anche quella “chi sbaglia paga”. Chi scende in piazza dovrà pagare una cauzione, come già successo alla Lega nel 1999 quando organizzò una manifestazione a Roma. Non possono essere tollerati altri casi Torino“, si legge in una nota. Le proposte per “integrare” il pacchetto, comunicano da via Bellerio, saranno definite nel corso di un Consiglio federale in programma alle 16.

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