Impaccio palpabile, pause lunghissime, labbra spesso tremanti e qualche gaffe sparsa (come il “non tergiversi” al posto di “non travisi”, rivolto direttamente a Lilli Gruber): è il mini-bilancio dell’intervista rilasciata da Leonardo Maria Del Vecchio, erede miliardario del patron di Luxottica e neo-imprenditore/editore, nell’ultima puntata di Otto e mezzo su La7.
La prima domanda di Lilli Gruber verte sulla eredità di oltre 7 miliardi di Del Vecchio: gli otto eredi, a distanza di quasi quattro anni dalla morte del fondatore di EssilorLuxottica non hanno ancora trovato un accordo per chiudere la successione.
“Ma perché non dispone ancora materialmente di questi soldi?”, chiede la conduttrice.
Il giovane rampollo, che esordisce definendosi “imprenditore autonomo concentrato sul fare”, risponde: “Questa è una domanda che dovrebbe fare altri 3 eredi che hanno deciso di avvalersi del beneficio d’inventario. Io ho accettato l’eredità di mio padre in maniera nuda, cruda e pura. E non mi sento un eroe, anzi, pensavo fosse il minimo”.
Gruber cita Berlusconi e Del Vecchio osserva: “Sì. Lui ha rappresentato un esempio di successione ben riuscita”.
Si passa poi agli interessi di Del Vecchio nell’ambito editoriale: l’imprenditore possiede il 30% de Il Giornale e controlla il gruppo di Il Resto del Carlino, Il Giorno e La Nazione. Ha presentato un’offerta per il Gruppo Gedi (Repubblica, La Stampa), ma John Elkann ha rifiutato l’offerta preferendo un gruppo greco.
L’imprenditore spiega il suo interesse nell’editoria: “Credo molto nell’informazione vera. Ho notato che i giovani traggono informazioni e risposte da mezzi non autorevoli, cosa che reputo essere un potenziale pericolo per il futuro. Lo faccio perché mia figlia possa avere un giorno informazione da firme autorevoli e non da tiktoker“.
Al giornalista Massimo Giannini che gli chiede lumi sul suo interesse contemporaneo per testate progressiste come Repubblica e giornali marcatamente di destra come Il Giornale, l’imprenditore risponde che la trattativa per Il Giornale è iniziata “ancora prima dell’estate”, precedendo l’offerta per Gedi secondo budget stabiliti un anno prima. E aggiunge: ” Il mio cuore sta dalla parte dell’informazione libera e del pluralismo. Ricordo che Il Giornale era diretto da Indro Montanelli“.
Poi confessa le sue simpatie politiche passate e attuali: “Ho votato per Renzi e Meloni. Mi piace l’Italia di questi tre anni e mezzo di governo Meloni. Posso dire che se non mi fossi sentito stabile nell’investire in Italia non lo avrei fatto. Questa stabilità è anche parte del governo. Vedo, insomma, un’Italia stabile. Trump? Non ci sarebbe stato tutto questo spazio per lui, se avessimo avuto un’Europa più unita. E io non sono pro-Europa, ma super pro-Europa e per un’Europa unita”.
Infine, la nota dolente: l’incidente in cui è stato protagonista lo scorso 16 novembre 2025 sulla Tangenziale Est di Milano con la sua Ferrari Purosangue. Del Vecchio avrebbe tamponato una BMW dopo sorpassi azzardati, finendo contro il guardrail. Gruber ricorda che l’erede di Luxottica è indagato per sostituzione di persona in concorso e omissione di soccorso, in quanto, secondo l’accusa, prima dell’arrivo della polizia si sarebbe fatto sostituire da un dipendente della security per addossargli la colpa.
Del Vecchio, che dà l’idea di leggere degli appunti, nega ogni responsabilità: “Indagato non è la parola che descrive la mia posizione. Ho effettuato un’elezione di domicilio e a oggi non c’è neanche un’incolpazione preliminare da parte del pm. Al di là di quello che si legge sui giornali, né il mio avvocato, né io abbiamo ricevuto niente di diverso da questo”.
E aggiunge: “Sono andato via solo dopo essermi accertato che i soccorsi arrivassero e che l’altro conducente fosse illeso. Non me ne sono andato perché stavo in vacanza, avevo un impegno importante di lavoro. E poi non è vero che ho chiamato la mia guardia del corpo. Era semplicemente un autista che ho voluto chiamare perché aspettasse la polizia che dopo un’ora e mezza ancora non era arrivata”.