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“Preferirono l’estetica alla sicurezza. Consigliai la schiuma ignifuga ma dissero che non c’era budget”, un supertestimone contro i Moretti

Secondo il testimone, Jacques Moretti avrebbe risparmiato proprio sulle misure di sicurezza, pur non badando a spese per l’estetica del bar: erano stati approvati acquisti costosi come poltrone e sgabelli in vera pelle, tavoli in legno massello di rovere e un sofisticato sistema di illuminazione a led
“Preferirono l’estetica alla sicurezza. Consigliai la schiuma ignifuga ma dissero che non c’era budget”, un supertestimone contro i Moretti
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“Consigliai di installare protezioni in schiuma ignifuga, ma rifiutarono per ragioni di budget”. È la dichiarazione di un supertestimone, un fornitore coinvolto nella ristrutturazione del locale Le Constellation, a far emergere nuovi e pesanti elementi sull’incendio di Capodanno a Crans-Montana, costato la vita a 40 persone e il ferimento di oltre 116 giovani. Secondo il testimone, Jacques Moretti avrebbe risparmiato proprio sulle misure di sicurezza, pur non badando a spese per l’estetica del bar. La sua segnalazione, rimasta inizialmente senza riscontro, sarà ora messa a disposizione della procura generale del Canton Vallese. Dichiarazioni che smentiscono quanto dichiarato dai due coniugi negli interrogatori durante i quali hanno scaricato le colpe su fornitori, camerieri, comune e staff. L’indagato ha anche sostenuto che lui e la moglie, Jessica Maric, sono “vittime.

Il cameriere, i pannelli e i messaggi

Il racconto del fornitore si inserisce in un quadro già fortemente compromesso dalle immagini e dai messaggi esclusivi ottenuti dalla Radiotelevisione svizzera (Rts) e trasmessi dal programma Mise au point. Si tratta di video e messaggi vocali scambiati nei giorni precedenti al 31 dicembre tra Jacques Moretti e Gaëtan, 28 anni, allora responsabile del bar. Il materiale mostra chiaramente le condizioni precarie del locale: pannelli di schiuma fonoassorbente che si staccano dal soffitto e tentativi improvvisati di rimetterli in sede utilizzando stecche da biliardo appoggiate su sgabelli, trasformati di fatto in un’impalcatura di fortuna. Come si vede in questo video.

In uno dei messaggi vocali, Moretti invita il collaboratore a effettuare una verifica artigianale: “Prova a toglierne una e vedi se cade, perché ho usato una schiuma che non conosco… dimmi se cade o no; se cade, purtroppo bisognerà lasciarle”. Dopo aver ricevuto nuovi video da Gaëtan, il proprietario risponde con altri due messaggi, oggi acquisiti agli atti dell’indagine della procura di Sion: “Ok, allora ne rimetteremo, grazie” e “Sì, sembra niente male, togli pure le altre per favore”.

Secondo la Rts, quelle immagini sono state viste anche dal padre di Gaëtan, Jean-Michel, direttamente sul telefono del figlio. Per lui, l’atteggiamento del proprietario e la natura improvvisata dei metodi adottati dimostrano una grave trascuratezza nella gestione della sicurezza del locale e del personale. Gaëtan, originario del sud della Francia, aveva iniziato a lavorare al Constellation all’inizio di dicembre. “Era un sogno per lui venire a lavorare in Svizzera”, racconta il padre, ma l’entusiasmo si sarebbe rapidamente trasformato in disillusione per il modo in cui veniva gestito il bar e per la presenza di minori. “Mi aveva detto che voleva dimettersi e tornare in Francia, ma temeva di non essere pagato per il mese di dicembre”, riferisce ancora Jean-Michel. Per questo motivo, il giovane aveva deciso di restare fino alle feste di fine anno. Nella notte di Capodanno è rimasto gravemente ustionato nell’incendio. Dopo un primo ricovero al Chuv di Losanna, è stato trasferito in un ospedale parigino, dal quale è stato dimesso solo dopo un lungo periodo di cure.

I due video

Agli atti quindi ci sono anche due video consegnati agli inquirenti dall’avvocato Romain Jordan, che rappresenta molte famiglie delle vittime. Le immagini mostrano appunto il collaboratore di Moretti mentre tenta di far aderire i pannelli acustici al soffitto sostenendoli con stecche da biliardo. Si tratta dello stesso materiale che, nella notte di San Silvestro, ha preso fuoco sprigionando fiamme e fumo letali che hanno soffocato e ustionato le vittime.

Moretti ha tuttavia sostenuto che nel 2018 e nel 2019 il locale era stato sottoposto a controlli di sicurezza sia da parte del Comune di Crans-Montana sia dal capo dei vigili del fuoco, senza che venissero sollevate osservazioni. Una versione che contrasta con quanto riferito dal testimone, secondo cui già nel 2015, durante i lavori di ristrutturazione, erano emerse criticità evidenti. In particolare, il fornitore aveva consigliato l’installazione di protezioni ignifughe sugli arredi del lounge bar, proposta respinta per “ragioni di budget”, nonostante fossero stati approvati acquisti costosi come poltrone e sgabelli in vera pelle, tavoli in legno massello di rovere e un sofisticato sistema di illuminazione a led.

Lo stesso testimone ricorda anche le sue perplessità sull’unica uscita di emergenza del locale, giudicata troppo piccola e non conforme, oltre a condurre verso uno spazio vuoto. Elementi che, secondo gli inquirenti, potrebbero aggravare la posizione di Jacques Moretti e della moglie Jessica Maric, indagati per omicidio colposo, lesioni e incendio per negligenza. Sul caso pesa anche la crescente tensione diplomatica tra Italia e Svizzera, esplosa dopo la liberazione di Moretti dietro pagamento di una cauzione di 200 mila franchi. Il governo italiano ha subordinato il rientro dell’ambasciatore a Berna all’avvio di una collaborazione giudiziaria concreta e alla creazione di una squadra investigativa comune. La procura di Roma ha aperto un fascicolo parallelo e ha offerto l’invio di investigatori della Squadra Mobile per supportare le autorità elvetiche, proposta contenuta in una rogatoria che attende ancora risposta. Un incontro tra magistrati italiani e svizzeri a Sion è previsto nelle prossime settimane.

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