Camorra e politica a Castellammare di Stabia, la Dda: “Il consigliere Oscurato a disposizione del clan per le comunali 2024”
L’ex consigliere comunale di Castellammare di Stabia Gennaro Oscurato si sarebbe messo a disposizione del clan d’Alessandro sino al 2024, l’anno delle amministrative che lo videro eletto. Questo in sintesi il capo di imputazione della Dda di Napoli – pm Giuseppe Cimmarotta, procuratore Nicola Gratteri – notificato all’esponente della lista civica “Stabia Rialzati”, dimessosi dall’aula il 15 gennaio quando erano note da due mesi le sue intercettazioni al telefono con il cassiere del clan, Michele Abbruzzese – diverse conversazioni avvenute nelle settimane immediatamente precedenti al voto, in una si dicevano “dobbiamo fare grandi cose insieme” – ma non era ancora nota la notizia che era indagato per concorso esterno in associazione camorristica.
È tutto scritto sull’avviso di garanzia ad Oscurato, con invito a comparire a rendere interrogatorio, che si è svolto stamane alle 10.30 presso gli uffici del nono piano della Procura di Napoli. Per quasi tre ore Oscurato, difeso dall’avvocato Mariano Morelli, ha risposto alle domande del pm Cimmarotta, spiegando la natura dei suoi rapporti con Abbruzzese: “È solo un paziente del mio studio di odontotecnico”. Precisando di non avergli chiesto voti o sostegno elettorale e di essersi dimesso da consigliere comunale “per recuperare serenità”. Oscurato ha respinto tutte le accuse. E per rafforzare la propria difesa, ha sottolineato la circostanza che Abbruzzese apprende della sua elezione solo da un suo lontano parente, Giuseppe Oscurato (anche lui indagato in altre vicende di clan). Se ci fosse stato un reale interesse del clan, è la tesi difensiva, Abbruzzese avrebbe saputo attraverso un filo diretto col politico.
I dettagli dell’avviso di garanzia all’ex consigliere comunale stabiese arrivano in un momento delicatissimo della vita dell’amministrazione di centrosinistra, retta dal sindaco di area Pd Luigi Vicinanza. Le indagini della Dda, oltre a Oscurato, hanno lambito anche un altro consigliere comunale di maggioranza, Nino Di Maio: il figlio ed il nipote sono indagati per associazione camorristica per i loro rapporti con il boss Pasquale D’Alessandro. Anche Di Maio si è dimesso dopo aver appreso le notizie che lo riguardavano. Anche lui doveva essere sentito ieri dal pm, solo in qualità di teste. Si è avvalso della facoltà di non rispondere, consentita dall’essere consanguineo degli indagati, ed ha fornito dichiarazioni spontanee a difesa della sua famiglia.
Pressato da richieste di dimissioni provenienti dalla sua maggioranza e dal dem Sandro Ruotolo, mentre la politica cittadina si interroga sui rischi dell’arrivo di una commissione d’accesso e di secondo scioglimento per camorra dopo quello del 2022, Vicinanza ha reagito convocando nei giorni scorsi un’affollata assemblea pubblica al Supercinema. Un evento dal quale è uscito rafforzato nella sua intenzione di andare avanti.