Scuole chiuse e oltre cinquecento persone evacuate a Niscemi, cittadina di 25mila abitanti in provincia di Caltanissetta, dove una frana iniziata intorno alle 13 di domenica 25 gennaio ha causato importanti lesioni e un allarme per rischio idrogeologico. Lo smottamento del terreno è stato accentuato dalle fitte piogge che hanno interessato gran parte della Sicilia a seguito dell’arrivo del ciclone Harry. Per chi ha dovuto o voluto lasciare la propria casa è stato disposto dalla Protezione Civile un servizio di accoglienza: molti hanno passato la notte nel palasport “Pio La Torre”, mentre da Palermo sono arrivate centinaia di brandine destinate alle persone sfollate. Situazione critica anche per i collegamenti stradali, con il paese a rischio isolamento: la frana infatti ha interrotto la strada provinciale SP10 e l’unica via di collegamento con la statale Gela-Catania resta la provinciale 11. Già il 16 gennaio nella cittadina si era verificato un evento simile: è stato convocato un tavolo tecnico per studiare eventuali correlazioni tra i due avvenimenti.
Domenica il sindaco Massimiliano Conti ha disposto la chiusura delle scuole a partire da lunedì mattina. “Nella notte la situazione è notevolmente peggiorata. Siamo molto preoccupati. Al momento l’unico modo per arrivare a Niscemi è da Caltagirone, ma stiamo cercando delle alternative viarie. La situazione è drammatica“, ha dichiarato il primo cittadino. L’amministrazione ha attivato il Centro operativo comunale. Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha fatto sapere di essere aggiornato sul caso: “Ho sentito il sindaco assicurando la massima collaborazione del governo Meloni e del nostro dipartimento nazionale di Protezione civile, che ha già disposto l’invio di un team di tecnici”. Il governatore Renato Schifani assicura che “La Regione Sicilia è pronta a fare tutto il possibile per garantire la sicurezza dei cittadini, dare assistenza agli sfollati, molti a titolo precauzionale, e ripristinare al più presto i collegamenti viari”.
In accordo con Schifani, il dirigente generale della protezione civile siciliana Salvo Cocina si è recato sul posto e seguirà da vicino l’evolversi degli eventi. Presenti anche i Vigili del fuoco, i tecnici comunali, i tecnici del dipartimento regionale della Protezione civile e le forze dell’ordine. “Nella notte la frana si è mossa ancora e si è estesa in direzione Gela”, comunica Cocina. Martedì è atteso in città anche il professor Nicola Casagli, presidente dell’Istituto nazionale di Oceanografia e Geofisica sperimentale. La frana di Niscemi non è stata l’unica in questi giorni in Italia: domenica sera, in provincia di Genova, la statale Aurelia ha ceduto nel comune di Arenzano all’altezza della galleria Pizzo. La strada è stata chiusa in entrambe le direzioni, e le operazioni di messa in sicurezza sono proseguite tutta la notte. Sul posto è stato attivato il protocollo Usar, con il supporto di unità cinofile, mezzi di movimento terra e personale specializzato.