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Violenza sessuale su una 18enne a Ravenna nel 2017: Cassazione conferma assoluzione per i due imputati

"Il fatto non costituisce reato", era stato stabilito nei precedenti gradi di giudizio. E ora la Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'accusa
Violenza sessuale su una 18enne a Ravenna nel 2017: Cassazione conferma assoluzione per i due imputati
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Lei aveva denunciato di essere stata violentata al termine di una serata in cui aveva bevuto ed era stata filmata durante gli abusi. Ma al termine del processo, i due imputati sono stati assolti definitivamente incassando tre pronunce favorevoli in altrettanti gradi di giudizio. Per i collegi che hanno discusso il caso, la ragazza – all’epoca 18enne – era consenziente in quella notte in cui venne registrato un rapporto sessuale con un amico. La Cassazione ha messo la parole fine sulla vicenda, facendo diventare definitiva l’assoluzione dei due perché “il fatto non costituisce reato” dopo aver dichiarato inammissibile il ricorso dell’accusa.

I due dovevano rispondere di violenza sessuale di gruppo e per induzione con abuso delle condizioni della ragazza, la quale aveva bevuto vino e superalcolici. Dopo il collegio penale di Ravenna in primo grado, con decisione e motivazioni che crearono molte polemiche, e la Corte d’appello di Bologna cha aveva confermato la sentenza di assoluzione piena, giovedì sera – come riportato dal Resto del Carlino – la Cassazione ha definitivamente chiuso il caso.

Secondo l’accusa, la ragazza era stata stuprata e filmata in un appartamento di Ravenna nel quale nell’ottobre 2017 era stata accompagnata a spalla dopo una serata in un locale durante la quale aveva bevuto molto. Dopo l’assoluzione di primo grado, c’erano state accese polemiche culminate in un corteo organizzato da associazioni contro la violenza di genere. I due imputati, oggi di 36 e 35 anni, entrambi di origine straniera, sono rispettivamente un ex atleta del Ravenna calcio, assistito dagli avvocati Francesco Papiani e Raffaella Salsano, e un commerciante d’auto usate, difeso dagli avvocati Silvia Brandolini e Carlo Benini.

Il primo era indicato come chi aveva incitato l’amico riprendendo la scena con il telefonino e l’altro come chi aveva materialmente abusato della ragazza. A suo tempo sulla base di quei video e dei ricordi della ragazza, due differenti giudici per le indagini preliminari del Tribunale di Ravenna avevano deciso per la custodia cautelare in carcere dei sospettati, misure poi annullate dal Tribunale della Libertà di Bologna.

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