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Ciclone Harry, solo in Sicilia danni per almeno 740 milioni. Schlein: “Salvini destini i soldi del Ponte al ripristino delle infrastrutture”

Il governatore Schifani annuncia lo stanziamento di 70 milioni. Le Regioni chiedono lo stato di emergenza nazionale. Bonelli: "Sabotate dal governo tutte le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici"
Ciclone Harry, solo in Sicilia danni per almeno 740 milioni. Schlein: “Salvini destini i soldi del Ponte al ripristino delle infrastrutture”
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Sicilia e Sardegna dichiarano lo stato di emergenza regionale, ma si va verso l’istruttoria per chiedere lo stato di emergenza nazionale, da sottoporre alla valutazione politica del Consiglio dei ministri. Una richiesta già annunciata, anche per la Calabria, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, nel corso del question time alla Camera del 21 gennaio. Per quanto riguarda la sola Sicilia, da una prima ricognizione fatta dalla Protezione civile regionale, i danni provocati dal ciclone Harry a infrastrutture, strade, porticcioli, stabilimenti balneari, attività produttive e ricettive, soprattutto lungo la fascia costiera jonica e in quella che si affaccia sul Canale di Sicilia, ammontano ad almeno 740 milioni di euro, oltre ai mancati redditi delle attività produttive e sui quali si lavora a ristori e contributi. Considerando anche questi la stima supera il miliardo di euro. Al termine della giunta straordinaria convocata per stabilire i primi provvedimenti, il presidente della Regione, Renato Schifani, ha annunciato lo stanziamento di 70 milioni, di cui 50 immediatamente operativi “e gli altri 20 tramite i Fondi globali con un’apposita norma che sarà proposta all’Assemblea regionale siciliana”. Il governo Schifani sta valutando anche “l’eventuale ricorso al fondo di solidarietà dell’Unione europea e la riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire le risorse necessarie”. E non esclude l’ipotesi di nomina, da parte del governo nazionale, di un commissario straordinario per la ricostruzione delle zone maggiormente colpite dal ciclone Harry, come previsto dalla legge del 2025 di riforma della Protezione civile. Ma non basta a fermare le polemiche che, in queste ore, si sommano – anche in Sardegna e Calabria – alla conta dei danni, agli appelli e alle iniziative di solidarietà.

Tra conta dei danni e priorità da individuare

Solo tra imbarcazioni, infrastrutture e mancati guadagni, secondo Confcooperative Fedagripesca, i danni potrebbero sfiorare i 40 milioni di euro. Per quanto riguarda la Sardegna, la Giunta regionale ha dichiarato lo stato di emergenza fino al 22 gennaio 2027, su indicazione dell’assessora della Difesa dell’ambiente, Rosanna Laconi. Ed è stato dato anche mandato alla Direzione generale della Protezione civile di delimitare l’area interessata dai danni e predisporre una relazione tecnico-illustrativa per quantificare le risorse finanziarie da stanziare e per attivare la richiesta al presidente del Consiglio dei ministri, per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. “Qui stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali e ambientali” ha commentato la governatrice sarda Alessandra Todde, durante un sopralluogo con il capo dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano alla spiaggia del Poetto di Cagliari, cancellata dalla furia del ciclone Harry. Drammatica la situazione in Sicilia, dove sono state seriamente danneggiate migliaia di attività produttive. “Negozi, imprese artigiane, aziende commerciali e soprattutto i lidi balneari che in poche ore hanno visto distrutte le spiagge, le strutture e le scorte per la stagione” racconta il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo. La Cia Sicilia Orientale segnala i problemi che si trova ad affrontare il settore agricolo della provincia di Catania con capannoni e strutture aziendali divelti, campagne allagate e colture gravemente danneggiate. Per il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino vanno individuate le priorità come “il ripristino della tratta ferroviaria Messina- Siracusa, collegamento strategico chiuso”. Per quanto riguarda i risarcimenti “si vada agli ammortizzatori sociali in deroga – aggiunge – per i lavoratori dei settori colpiti per i quali non sono attualmente previsti”. E attacca: “Il disastro testimonia ancora una volta la fragilità del territorio siciliano, totalmente impreparato tra infrastrutture inadeguate, manutenzioni inesistenti, mancato governo del territorio. E di questo le responsabilità politiche sono chiare: lo dobbiamo alle scelte antimeridionaliste del Governo Meloni e all’inadeguatezza del governo Schifani”. Per quanto riguarda i risarcimenti “si vada agli ammortizzatori sociali in deroga – aggiunge – per i lavoratori dei settori colpiti per i quali non sono attualmente previsti”.

Verso lo stato di emergenza nazionale (e le polemiche politiche)

Diversi gli appelli al governo perché dichiari lo stato di emergenza nazionale. Come quello del presidente di Confimprenditori, che chiede al governo anche di attivare un fondo di garanzia straordinario. E anche l’interrogazione parlamentare urgente della senatrice Dafne Musolino “controfirmata dai colleghi del gruppo Italia Viva” e diretta al ministro per la Protezione civile e a quello delle Infrastrutture. Interviene anche la segretaria del Pd, Elly Schlein: “La drammaticità della situazione è evidente a tutti e richiede azioni immediate da parte del governo e dei ministri competenti”. E sul ministro Salvini, che ha chiesto lo Stato di emergenza nazionale dice: “Potrebbe iniziare a destinare le somme dell’annualità del Ponte sullo Stretto per il ripristino immediato delle infrastrutture, così come abbiamo già chiesto con un emendamento al Milleproroghe”. Il Pd ha chiesto che vengano anche differite al 2027 tutte le scadenze contributive per sostenere le famiglie e le imprese colpite.

Punta il dito contro “la destra a trazione trumpiana che governa l’Italia, da Meloni a Salvini” Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde. “Stiamo assistendo a una tropicalizzazione del meteo del Sud del nostro Paese, e non solo – aggiunge – con effetti devastanti su persone, immobili, infrastrutture e, di conseguenza, sulla nostra economia”. E parla del sabotaggio “di tutte le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, dallo stop al Green Deal, alla legge europea sul ripristino della natura, fino all’ostilità verso le energie rinnovabili”. Eppure in una nota, la deputata di Fratelli d’Italia, Beatriz Colombo, capogruppo nella Commissione d’inchiesta sul rischio idrogeologico, oltre a chiedere a Giorgia Meloni lo stato di emergenza sostiene che in quella commissione Fratelli d’Italia “sta insistendo con forza su prevenzione, manutenzione del territorio e soprattutto su una vera cultura della protezione civile”. “Perché la sicurezza – ribadisce – non si improvvisa quando l’emergenza è già in corso. In questo contesto è inaccettabile vedere immagini di persone che si avvicinano alla tempesta, camminano vicino alle onde e riprendono tutto con il telefono, incuranti dei rischi: è il segno di una bassa percezione del pericolo, che può trasformare in tragedia una situazione già critica”. In questo contesto è anche inaccettabile che l’Italia non abbia ancora una legge sul consumo di suolo e che l’Osservatorio nazionale per l’adattamento ai cambiamenti climatici sia stato istituito solo a dicembre 2025, in ritardo di quasi due anni rispetto a quanto previsto nel Piano nazionale di adattamento al cambiamento climatico.

La rete di solidarietà

Diverse le iniziative scattate in queste ore per venire incontro a chi ha perso la casa o si è ritrovata con un’attività in fumo. Tutte le sedi territoriali della Cisl siciliana, delle associazioni Adiconsum, Anolf, Anteas, del Caf Cisl, del patronato Inas e del sindacato inquilini Sicet, sono state messe a disposizione delle persone che hanno subito danni a causa del maltempo. “Riteniamo prioritario esserci nei fatti – ha spiegato il segretario generale Cisl Sicilia, Leonardo La Piana – garantendo il supporto di tutta la nostra organizzazione e di tutta la rete dei nostri servizi e delle associazioni”. UniCredit ha attivato un pacchetto di interventi straordinari di sostegno a favore dei clienti, privati e imprese con residenza o sede legale e operativa in Sicilia, che siano stati danneggiati a seguito dell’ondata di maltempo. Tra le iniziative predisposte dalla banca, una moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui ipotecari e chirografari per le imprese con sede nelle zone interessate e per tutti i clienti privati intestatari di mutui ipotecari residenti nei territori danneggiati. La richiesta di sospensione delle rate va presentata entro il 31 marzo. Il Gruppo Bper ha stanziato un plafond di 300 milioni di euro a sostegno di famiglie e imprese che hanno subito in questi giorni gravi disagi. Nello specifico, Bper Banca stanzia in favore di Calabria e Sicilia 100 milioni per ciascuna regione, il Banco di Sardegna altri 100 per l’isola. Gli ordini degli architetti e degli ingegneri, invece, hanno manifestato piena disponibilità a mettere a disposizione competenze tecniche e supporto operativo per ogni esigenza legata a sopralluoghi e valutazioni tecniche di prima necessità, dal supporto alla pianificazione degli interventi urgenti e alla programmazione della messa in sicurezza, fino ai contributi tecnico-scientifici per strategie di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici”.

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